domenica 31 maggio 2009

MAMMATUS, SCIE CHIMICHE E ALTRE ANOMALIE CLIMATICHE

Ultimamente sto assistendo a diverse anomalie climatiche sia a livello locale che nazionale ma ampliando lo sguardo si può osservare come effettivamente il clima di tutto il pianeta stia cambiando.
In questi ultimi giorni ho notato alcune stranezze nei cieli della mia città. Partiamo con le mammatus. Ecco alcune foto scattate un paio di giorni fa:


FIG. 1 - mammatus

FIG. 2 - fronte di mammatus

FIG. 3 - nuvole a grappolo

Cosa sono le mammatus? Sono formazioni nuvolose particolari, poco frequenti e molto rare da osservare. Hanno una forma a “sacca” e sono l’unico esempio di nuvole che possono formarsi durante un nubifragio. Tali nuvole si formano dopo fortissimi temporali, uragani o tempeste.
Presentano un aspetto molto inquietante e non sempre la loro presenza significa che stia per arrivare un tornado. Spesso queste nuvole compaiono dopo che il peggio di una fortissima tempesta è passato.
Queste nuvole, essendo molto cariche di acqua e cristalli di ghiaccio, non riescono ad espandersi verso l’alto bensì solo in orizzontale.
Le mammatus si sviluppano sempre dopo un forte temporale ed è insolito vederle nelle nostre zone in quanto sono tipiche di climi tropicali.
Una cosa strana che ho notato è che qui in provincia di Milano (quindi per nulla tropicale) né prima né dopo la presenza di queste mammatus si è scatenato un temporale. Tra le mammatus e un’altra curiosa formazione denominata “a grappolo d’uva” vi era la palese presenza di scie chimiche e con molta probabilità era in funzione HAARP.
Venerdi 29 maggio 2009 verso le 18.00 di sera si è alzato un vento alquanto anomalo, molto forte ma senza un fronte nuvoloso che facesse presagire la presenza di un temporale. Con molta probabilità si è trattato dell'utilizzo di energie scalari per la modificazione climatica, qui un articolo di approfondimento.


FIG. 4 - vento e nuvole modificate con armi scalari

Quasi ogni giorno, nonostante le condizioni meteorologiche NON lo consentano, vi è la presenza di tankers che irrorano sostanze chimico-biologiche sui centri abitati e sui campi coltivati. Le chemtrails continueranno ad aumentare con l’approssimarsi delle elezioni europee in quanto questa arma polivalente viene utilizzata in unione con HAARP per manipolare le menti e controllare le persone.
Le prove e le dimostrazione che quegli aerei spargono sostanze tossiche, contenenti anche metalli pesanti, sono all’ordine del giorno e nei prossimi articoli esporrò alcune peculiarità riguardanti le rotte anomale degli aerei chimici, le formazioni militari (prova più lampante che sono aerei militari) e la quota alquanto bassa del loro sorvolo, ma non solo!
Se si osserva anche solo per una settimana il cielo è possibile notare come sia diventato difficile notare le normali nuvole che fino a pochi anni fa allietavano i nostri cieli. Oggi invece vi è una inusuale e artificiale cappa chimica lattiginosa, uno strato uniforme atto a bloccare i raggi solari ma a trattenere i raggi infrarossi e in questo modo coloro che spargono le scie chimiche possono indebolire gli ecosistemi, manipolare meglio le persone e contribuire all’aumento dell’effetto serra.
Da notare come con il vento ci sia un calo repentino di aerei, eppure le compagnie civili non fanno sciopero ogni volta che si alza l’aria! La diminuzione degli aerei militari che spargono sostanze tossiche è dovuta al fatto che il vento disperde in maniera incontrollata i vari agenti chimici e biologici e quindi si vedono impossibile colpire il target ovvero la popolazione cavia da laboratorio. Già per tutte queste operazioni il prezzo non è poca cosa e finchè la gente (la massa lobotomizzata) non aprirà gli occhi anche sul signoraggio, queste operazioni clandestine continueranno.


FIG. 5 - scie chimiche

Un prossimo approfondimento riguarderà come con le scie chimiche i governi di tutto il mondo, succubi e sudditi della forza oscura della NATO, stiano perpetrando la distruzione delle colture naturali a favore delle future sementi OGM. Le anomalie climatiche di queste ultime settimane sono solo un piccolo assaggio e fanno parte di un piano veramente preoccupante ma reale.

sabato 9 maggio 2009

Rebus: scie chimiche, il ritorno

TRATTO DAL SITO AMICO TankerEnemy

Il giorno 11 maggio 2009, ore 20:45 circa, andrà in onda la puntata di Rebus (Odeon e Odeon24 (SKY827) dedicata alle scie chimiche. Maurizio Decollanz avrà come ospiti in studio il dottor Giorgio Pattera, biologo, e Rosario Marcianò, ricercatore indipendente e presidente del Comitato Tanker Enemy. Il nostro plauso a Decollanz, un vero giornalista, rispetto al quale l'agghiacciante personaggio, noto come Paolo (Pavlov) Attivissimo, può essere considerato solo un usurpatore di un titolo e di una professione tanto nobili.

Proponiamo alcuni estratti della conferenza sulle chemtrails, convegno tenutosi a Milano il 19 aprile 2009: risalta la malafede dei disinformatori rispetto a chi è animato solo dal desiderio di cercare e mostrare la verità, "qualunque essa sia". Il documento filmato dell'intera conferenza è visionabile qui.

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I disinformatori
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La dura vita del disinformatore
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I disturbatori
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Pattera conferma: scie chimiche a quota cumuli

NOTA: gli ospiti non hanno percepito alcun compenso né rimborso spese; il contraddittorio è garantito da Maurizio Decollanz.


COME VEDERE L'EMITTENTE ODEON TV

FREQUENZE: Le frequenze analogiche si possono verificare a questo INDIRIZZO WEB

EMITTENTI AFFILIATE: E' una sindycation. I programmi di Odeon TV vanno in onda su: Canale 6, TVM (Friuli Venezia Giulia), Napoli canale 21 (Campania), TeleRoma Reporter (Lazio, Umbria), Canale 10 (Toscana), TeleAltoVeneto (Veneto), Telegenova (Liguria), TeleRegione (Puglia, Basilicata), Telecentro (Emilia Romagna, Marche), Telemed (Sicilia), Telereporter (Lombardia), Telereporter Sud (Calabria, Sicilia e Sardegna), Videonord, Videonovara, Retesette (Piemonte-Lombardia).

DTT: In Piemonte è attivo

SATELLITE: Sky Canale 827 - Hotbird 6 (13.0E) 11200.00 V, 27500

STREAMING

VIDEO ON DEMAND: disponibile a questo INDIRIZZO WEB

domenica 3 maggio 2009

Filamenti di polimeri già nel 2002: il caso di Alessandria

TRATTO DAL SITO AMICO TANKERENEMY

Il 19 ottobre 2002 il Dottor Franco Mari informò il biologo Giorgio Pattera di un inusuale fenomeno accaduto il giorno precedente nell'alessandrino: una ricaduta di un non meglio identificabile materiale filamentoso, assimilabile, all'apparenza, a "tela di ragno". Il materiale raccolto da uno studente, R.C., fu analizzato dal Dottor Pattera. Il caso ed i risultati delle analisi sono esposti nell'Indagine sulla caduta di capelli d'angelo il 18/10/2002 ad Alessandria, relazione tecnica pubblicata sul sito del Cifas ed inclusa nel rigoroso volume "U.F.O.: vent'anni di ricerche", Parma, 2007, pp. 162-165. Prima di lasciare ai visitatori la lettura di questo istruttivo resoconto, ci sembrano d'uopo alcune considerazioni preliminari che sono anche conclusioni, per quanto suscettibili di ulteriori rettifiche ed approfondimenti.

- Il Dottor Mari ed il Dottor Pattera furono probabilmente i primi in Italia ad imbattersi nelle fibre polimeriche rilasciate dagli aerei chimici, evidentemente in occasione di sorvoli sperimentali o estemporanei, visto che le irrorazioni sono entrate a pieno regime nel nostro paese negli anni successivi.

- I ricercatori stabilirono che questo materiale non coincideva con i cosiddetti “capelli d'angelo”, una bambagia silicea associata ad alcuni avvistamenti di U.F.O.

- L'esame delle fibre anticipa e conferma analisi recenti di tali fibre artificiali, ma biocompatibili e che sono causa, insieme con altri fattori, del Morgellons.

- Risulta pericoloso toccare queste pseudo-ragnatele che possono penetrare nell'organismo attraverso la pelle.

- I filamenti polimerici NON sono identificabili, checché affermino gli sfrontati disinformatori del C.I.C.A.P. e … dell'A.R.P.A., con ragnatele di fantomatici Aracnidi migratori: non sono, infatti, costituiti da proteine. Lo ribadisce anche Antonio Bruno nel suo articolo Capelli d'angelo: il mistero continua.


Il giorno 19 ottobre 2002 perveniva al sottoscritto, responsabile scientifico del C.U.N. per le analisi di laboratorio e le tracce al suolo, una e-mail da parte del Dr. Franco Mari (componente del Consiglio Direttivo), che lo informava d’un insolito fenomeno accaduto il giorno precedente nell’alessandrino: una copiosa ricaduta di un non meglio identificabile materiale filamentoso, assimilabile a "tela di ragno".

Per inquadrare al meglio la situazione, riporto testualmente la descrizione dell’evento, così come trasmessa al Dr. Mari da parte del testimone, lo studente diciassettenne Riccardo Carretta: "Sono un ragazzo di 17 anni e vi scrivo per segnalarvi un fenomeno che ha destato la mia attenzione. Da diversi anni sono appassionato di U.F.O.: questa passione ha fatto sì che mi sia documentato attraverso libri e trasmissioni sull'argomento. Ieri, 18 ottobre 2002, la mia città e le zone circostanti sono state oggetto di un fenomeno singolare e che mai mi era capitato di vedere: i tetti, le automobili, gli alberi si sono ricoperti di strani filamenti che sono scesi dal cielo, depositandosi in maniera massiccia. La struttura e le caratteristiche di tali filamenti mostrano evidentemente che non si tratta di semplici ragnatele.
Riflettendo su quanto stavo vedendo, mi sono tornati alla mente diversi dossiers in cui si trattava questo fenomeno, sempre collegato all'avvistamento, nelle medesime zone, di oggetti volanti non identificati. Tanto più che mia madre ha affermato di aver visto, proprio nella giornata di ieri, una formazione di oggetti volanti che si muovevano rapidamente e in formazione quadrangolare, da sud verso nord.
Ho analizzato quanto mi ha detto e ho riscontrato che le caratteristiche di quegli oggetti non sono riconducibili ad aeromobili o stormi di uccelli.Io sono in possesso di un campione di questi strani filamenti. Vi prego di analizzare la mia testimonianza; spero che mi contatterete quando avrete formulato un'ipotesi sull'accaduto. Vi ringrazio per l'attenzione e vi fornisco il mio recapito".

Il sottoscritto, conscio del fatto che, se si fosse trattato di "bambagia silicea" (come quella caduta su Firenze nel lontano 1954), ogni minuto guadagnato poteva risultare determinante per l’espletamento delle indagini di laboratorio, essendo tale materiale estremamente volatile e tendente alla sublimazione, prese immediati contatti telefonici col suddetto testimone, al quale, verificatane l’attendibilità e la disponibilità, impartiva disposizioni sulle modalità di prelievo, conservazione ed invio del materiale in oggetto.

Il testimone, nel rassicurarmi che i filamenti non erano assolutamente "svaniti", ma solo leggermente ridotti in dimensioni e consistenza a distanza di circa 48 ore dalla caduta, già mi dava indirette indicazioni sul fatto che probabilmente il materiale dallo stesso prelevato poco o nulla aveva a che fare con la "bambagia silicea" (boro-silicato di calcio e magnesio) di cui sopra. In ogni caso, il giorno 22 ottobre giungeva al mio domicilio, a mezzo posta prioritaria, un contenitore sterile con alcuni residui dei filamenti in oggetto.

I filamenti venivano sottoposti, d’intesa con un collega dei Laboratori C.N.R. di Parma, ad accurate ed approfondite indagini microscopiche (mediante l’impiego di uno stereomicroscopio binoculare, ingrandimento 70x, in campo chiaro ed in campo scuro, sia con luce incidente sia riflessa) e successivamente fotografate con fotocamera digitale.

Tale indagine, i cui risultati rendevano superflui ulteriori accertamenti (in ogni caso impossibili, data l’esiguità del materiale a disposizione), mostrava inequivocabilmente che si trattava di filamenti non di origine biologica (come la sericina, prodotta dalle ghiandole degli Aracnidi, che si solidifica a contatto con l’aria, dando luogo alla "ragnatela"), bensì di filamenti simili a quelli delle fibre tessili, di tipo non-vegetale (es. cotone), ma sintetico (es. rayon). In particolare, detti filamenti presentavano lungo il decorso un’alternanza di segmenti chiari e di segmenti più scuri e la presenza, anche se non costante, di zone rifrangenti la luce; aspetto, quest’ultimo, tipico delle fibre tessili polimeriche di sintesi.



In contemporanea (ed a mia insaputa), lo studente provvedeva a sottoporre analoghi filamenti al parere di alcuni insegnanti dell’Istituto Tecnico "Leonardo Da Vinci" (la scuola da lui frequentata), ottenendone un responso pressoché identico al nostro. Anche in questo caso, riporto testualmente la comunicazione inviatami dal testimone:

"Egregio Signor Pattera,

Le scrivo per comunicarle gli sviluppi della vicenda relativa allo strano fenomeno che si è verificato il giorno 18/10/02 nell’alessandrino.
Deve sapere che nei giorni successivi alla comparsa degli strani filamenti, l’A.R.P.A. (Azienda Regionale Protezione Ambientale) ha divulgato tramite alcuni quotidiani a diffusione provinciale e regionale una fantomatica spiegazione dell’insolito evento.I tecnici di tale azienda hanno sentenziato che i filamenti non sono nient’altro che ragnatele prodotte da una particolare specie di ragni di terra; tuttavia in questi articoli non veniva dato nessun dettaglio tecnico e non venivano fornite prove che giustificassero i risultati di tale ricerca.

In aggiunta a tutto questo, ci tengo ad informarLa del parere dato da due Professori (uno di chimica e uno di biologia) del mio istituto (I.T.C. "Leonardo Da Vinci"); io li avevo coinvolti facendo loro notare la singolarità del fenomeno che avevo osservato ed essi, dopo aver raccolto un campione dei filamenti, hanno proceduto ad un'analisi microscopica.La cosa importante è che il loro parere è stato assolutamente discordante con quello fornito dall’A.R.P.A.: da quanto hanno potuto osservare sono giunti alla conclusione che non si tratta di un composto di derivazione biologica, bensì di una fibra sintetica (che non sono riusciti ad identificare attraverso gli strumenti a loro disposizione).

Spero che le informazioni che Le ho fornito le siano di aiuto e la ringrazio anticipatamente, se mi terrà informato sugli sviluppi della vicenda.

Le porgo cordiali saluti".

Riccardo Carretta


A questo punto credo di poter ritenere concluse, per quanto mi riguarda, le indagini commissionatemi dal C.U.N. circa gli strani reperti di Alessandria, non prima di aver sottolineato che, quando due o più ricercatori che non si conoscono, distanti fra loro, uno all’insaputa degli altri e viceversa, studiando lo stesso fenomeno giungono alle stesse conclusioni, la Scienza può ritenersi sufficientemente soddisfatta circa la veridicità dei risultati ottenuti.

Giorgio Pattera

Leggi qui la relazione tecnica sul sito del Cifas.