Pochi giorni fa analizzai al microscopio a fluorescenza questi polimeri di ricaduta e nell'articolo precedente è possibile vedere le foto. Durante questa prova scoprii che:
- i polimeri hanno una struttura particolare e diversa da altri filamenti di origine animale / vegetale
- i polimeri emettono fluorescenza se eccitati nello spettro UV
- i polimeri non emettono altre lunghezze d'onda se eccitati con lunghezza d'onda (*) del rosso, del verde e dell'infrarosso (foto non mostrate ma dati osservati sperimentalmente con testimone, cercherò di pubblicare prossimamente le immagini in questione).
A questo si aggiunge l'osservazione di altre caratteristiche molto particolari di queste fibre che a mio parere escludo essere ragnatele.
Recentemente ho anche analizzato sempre al microscopio a fluorescenza i seguenti campioni:
- un filo di origine vegetale
- un pezzo di cotone
- un pezzo di ragnatela
Ecco quello che ho potuto osservare:



Da qui si evince una differenza assai marcata tra i polimeri di ricaduta e le normali fibre animali / vegetali. Mentre queste ultime sono autofluorescenti (**), pur con lievi differenze di intensità, a tutte le principali lunghezze d'onda (ultravioletto, rosso, verde, infrarosso), i polimeri NON sono autofluorescenti ma emettono solo nello spettro UV (o vicino al blu). Non emettono alcuna fluorescenza (sia essa di emissione che autofluorescenza) se analizzate nello spettro del rosso, del verde e dell'infrarosso (far red).
Da questi dati preliminari, presumo quindi che tali filamenti non siano associabili a materiali di origine organica.
Proverò a indagare meglio con i mezzi che posso avere a disposizione. Queste sono davvero piccole analisi ma tutti i puzzle sono fatti di tanti piccoli pezzettini e solo insieme possono avere un senso.
(*) In questo caso si intende (per essere facilmente comprensibili senza andare nei dettagli tecnici):
- rosso = eccitazione nel verde ed emissione nel rosso
- verde = eccitazione nel blu ed emissione nel verde
- blu = eccitazione nell'UV ed emissione nel blu
- far red = eccitazione nel rosso ed emissione nell'infrarosso
(**) Autofluorescenza: caratteristica tipica dei composti organici e delle cellule in particolare. In campo biologico l'autofluorescenza è un fenomeno originato dai mitocondti e dai lisosomi nelle cellule ma anche dalla matrice extracellulare ricca di collagene ed elastina. In particolare le molecole organiche che causano autofluorescenza sono prevalentemente amino-acidi aromatici e lipo-pigmenti. Pertanto ci si aspetta autofluorescenza in tutti i principali tessuti animali e vegetali. Questo, a seconda di ulteriori analisi potrebbe essere un fattore discriminante tra una sostanza artificiale e non. In questo caso escluderei l'origine anmali (ragnatela) dei filamenti bianchi di ricaduta.
- i polimeri hanno una struttura particolare e diversa da altri filamenti di origine animale / vegetale
- i polimeri emettono fluorescenza se eccitati nello spettro UV
- i polimeri non emettono altre lunghezze d'onda se eccitati con lunghezza d'onda (*) del rosso, del verde e dell'infrarosso (foto non mostrate ma dati osservati sperimentalmente con testimone, cercherò di pubblicare prossimamente le immagini in questione).
A questo si aggiunge l'osservazione di altre caratteristiche molto particolari di queste fibre che a mio parere escludo essere ragnatele.
Recentemente ho anche analizzato sempre al microscopio a fluorescenza i seguenti campioni:
- un filo di origine vegetale
- un pezzo di cotone
- un pezzo di ragnatela
Ecco quello che ho potuto osservare:
FIG. 1a - immagini originali su scala di grigi di un campione di cotone esaminato al micorscopio a fluorescenza con ingrandimento 40x
FIG. 2a - immagini originali su scala di grigi di un campione di un filo esaminato al micorscopio a fluorescenza con ingrandimento 40x
FIG. 3a - immagini originali su scala di grigi di un campione di un filo esaminato al micorscopio a fluorescenza con ingrandimento 40x
Da qui si evince una differenza assai marcata tra i polimeri di ricaduta e le normali fibre animali / vegetali. Mentre queste ultime sono autofluorescenti (**), pur con lievi differenze di intensità, a tutte le principali lunghezze d'onda (ultravioletto, rosso, verde, infrarosso), i polimeri NON sono autofluorescenti ma emettono solo nello spettro UV (o vicino al blu). Non emettono alcuna fluorescenza (sia essa di emissione che autofluorescenza) se analizzate nello spettro del rosso, del verde e dell'infrarosso (far red).
Da questi dati preliminari, presumo quindi che tali filamenti non siano associabili a materiali di origine organica.
Proverò a indagare meglio con i mezzi che posso avere a disposizione. Queste sono davvero piccole analisi ma tutti i puzzle sono fatti di tanti piccoli pezzettini e solo insieme possono avere un senso.
(*) In questo caso si intende (per essere facilmente comprensibili senza andare nei dettagli tecnici):
- rosso = eccitazione nel verde ed emissione nel rosso
- verde = eccitazione nel blu ed emissione nel verde
- blu = eccitazione nell'UV ed emissione nel blu
- far red = eccitazione nel rosso ed emissione nell'infrarosso
(**) Autofluorescenza: caratteristica tipica dei composti organici e delle cellule in particolare. In campo biologico l'autofluorescenza è un fenomeno originato dai mitocondti e dai lisosomi nelle cellule ma anche dalla matrice extracellulare ricca di collagene ed elastina. In particolare le molecole organiche che causano autofluorescenza sono prevalentemente amino-acidi aromatici e lipo-pigmenti. Pertanto ci si aspetta autofluorescenza in tutti i principali tessuti animali e vegetali. Questo, a seconda di ulteriori analisi potrebbe essere un fattore discriminante tra una sostanza artificiale e non. In questo caso escluderei l'origine anmali (ragnatela) dei filamenti bianchi di ricaduta.