domenica 27 febbraio 2011

Il Daily Mail afferma che le scie degli aerei possono coprire vaste zone di una nazione, ma allora sono scie chimiche!

Tratto dall'ottimo blog: http://scienzamarcia.blogspot.com/

Qui di seguito trovate la traduzione dell'articolo Attack of the vapours – how jet trails block out the sunshine, scritto da Oliver Tree e pubblicato il 28 Giugno 2010 sull'edizione on line del daily mail. In tale articolo troviamo alcune affermazioni a dir poco incredibili, ed altre invece assolutamente veritiere, ma che sono in netto contrasto con quanto affermato dagli "scienziati ed esperti" italiani che negano l'esistenza delle scie chimiche.

Innanzitutto viene affermata una cosa assolutamente reale, e di per sé tremenda, ovvero che le scie degli aerei sono così numerose e così persistenti nei nostri cieli che bloccano la radiazione solare in maniera molto considerevole, fino a coprire "un valore sconcertante di 20.000 miglia quadrate del cielo – ovvero un quinto circa dell'estensione del territorio della Gran Bretagna"

.

Non ci credete? O pensate che il problema riguardi solo la Gran Bretagna e non l'Inghilterra? Guardate attentamente il cielo ogni 10 o 20 minuti per vedere quanto la radiazione è offuscata in certi giorni dalle scie degli aerei, che persistono nel cielo e dopo ore spesso assumono la configurazione di qualcosa che assomiglia in effetti a dei cirri, ma che cirri non sono (quelle scie le si vede passare alla quota dei cumuli e degli stratocumuli, intorno ai 2 km di altezza, non alla quota dei cirri, che sono nubi alte, e questa è una palese inesattezza dell'articolo, vedi sotto la foto di un aereo la cui scia entra ed esce più volte dalla base di una formazione di stratocumuli, cliccare per ingrandire).

Scia che attraversa la base degli stratocumuli - intorno ai 2 km di altezza (o anche meno)

Detto questo, o si reputa l'autore dell'articolo un buon comico, che descrive follie fantascientifiche, o si osserva il cielo e si controlla. E se il controllo ci fa comprendere che l'autore dell'articolo ha ragione (d'altronde la foto di apertura dell'articolo parla chiaro), se è vero che le scie degli aerei oscurano sempre di più il cielo ci si dovrebbe chiedere: come mai le associazioni ambientaliste non denunciano un simile scempio? Come mai non insorgono per denunciare il fatto che le piante, gli uomini e gli animali sono privati della benefica radiazione solare a causa delle presenza di queste maledette scie che trasformano le giornate di cielo azzurro in giornate di cielo biancastro?

E se veramente il traffico civile fosse da solo portatore di una simile mole di sostanze inquinanti sopra la nostra testa (a fianco del vapore acqueo nel processo di combustione si originano anche una lunga serie di prodotti tossici, tanto che un aereo inquina più di un centinaio di autovetture) tutti i movimenti, i partiti, le associazioni ambientaliste, dovrebbero richiedere una moratoria ai voli civili per impedire al nostro pianeta rimanere soffocato ed asfissiato.

Il primo grosso problema che pone la lettura di questo articolo è quindi che l'autore porge al lettore questa orrenda realtà con dei toni persino scherzosi e non fa cenno alcuno a movimenti di opinione, partiti, associazioni ambientaliste, associazioni dei coltivatori, che si mostrano proccupati del fenomeno. Se il fenomeno è reale (e lo è, guardate il cielo con costanza per qualche settimana, anche all'alba se potete, e guardatelo spostandovi in diversi paesi della vostra regione per rendervi conto che è praticamente onnipresente) il silenzio di tutta questa gente suono molto come una cospirazione, una cospirazione per coprire qualcosa di ben più tremendo che un crescente inquinamento dell'aria dovuto al trasporto aereo.

Il secondo è che gli "esperti" italiani rilasciano affermazioni che sono totalmente differenti, oserei dire opposte, vedi quanto scrive il meteorologo Pierluigi Randi sul sito meteoromagna.com:

“L’unico 'pericolo' tra virgolette rappresentato dalle contrails è riassumibile in due voci: - lieve schermatura della luce solare a svantaggio del calore respinto. - difficoltà nella navigazione aerea a vista.”

e ancora:

“Tuttavia va considerata l’esiguità delle contrails rispetto all’enorme spazio del cielo.”

Insomma questi "esperti" che vogliono farci credere che sia normale vedere scie persistenti nei nostri cieli, non ne vogliono sapere di mettersi d'accordo tra di loro.

E qui notiamo bene che

1) la contraddizione tra chi parla di "esiguità delle contrails rispetto all’enorme spazio del cielo" e chi afferma che "un quinto del cielo di una grande nazione viene coperto da "nuvole" orginate dalle scie" è macroscopica.

2) non si può addurre a scusante della contraddizione macroscopica l'aumento del traffico aereo visto che i due articoli sono stati scritti a breve distanza l'uno dall'altro (al massimo 7 anni, periodo di tempo nel corso del quale il traffico aereo ha subito un aumento di circa il 20% secondo il sito assoaeroporti, e se qualcuno avesse dubbio sulla datazione basta controllare che in quell'articolo del sito meteoromagna vengono riproposte foto tratte dal famoso power point "alza la testa" realizzato dal sito sciechimiche.org nei primi anni del 2000).

Dal momento che nessuno ha mai assistito 7 anni fa (e men che mai 10, 15 o 20 anni fa) ad uno scempio del genere, dal momento che in nessun testo scolastico nè in alcun romanzo contemporaneo sono segnalate le scie degli aerei come apportatrici di "velature" che coprono fino ad un sesto del territorio di una nazione (aggiungendo ad un sesto il 20% di un sesto si ottiene esattamente un quinto), chiunque abbia si prenda la briga di controllare e di fare due conti capisce che l'autore di questo articolo del daily mail mente spudoratamente, e mente per coprire la terribile realtà che quelle scie sono assolutamente anomale, che non derivano dagli scarichi dei motori ma che corrispondono alla diffusione intenzionale nell'aria che respiriamo di sostanze chimiche oltremodo tossiche per tutti gli esseri viventi: sono scie chimiche.

Per altro che nessuno esulti per il ridotto irraggiamento causato da queste scie sperando che ci difenda da un (ipotetico) riscaldamento globale, dal momento che un altro sito che nega l'esistenza delle scie chimiche e che chiama "contrails" (scie di condensa) quelle strisce nel cielo afferma che l'effetto complessivo di tali "velature" è riscaldante (http://www.co2offsetresearch.org/aviation/Contrails.html) citando a conferma persino uno studio comparso su un rivista ufficiale di meteorologia.

Qui sotto la traduzione dell'articolo con alcune note di commento tra parentesi quadre ed alcuni link di approfondimento.

L'attacco dei vapori - come le scie dei jet bloccano la luce solare

Se state per prendere un volo che vi porti a fare una vacanza esotica quest'estate, dedicate un pensiero per le persone che vi lasciate dietro.

Perché sembra che coloro che vanno alla ricerca del sole siano responsabili del fatto che gli altri languiscano sotto cieli grigi – grazie alle emissioni dei motori degli aerei.

Queste scie di vapore creano nuvole che, affermano gli esperti, possono bloccare la luce del sole in maniera molto considerevole. Questa è la ragione per la quale i nostri cieli apparivano inusualmente blu quando il vulcano islandese Eyjafjallajokull stava eruttando [perché non la racconti tutta?], e tutti i voli sopra la Gran Bretagna erano stati bloccati.

Il fenomeno avviene quando un aeroplano vola oltre i 9.000 metri [25.000 piedi nell'originale - N.d.T.], dove la temperatura dell'aria è circa -30°C. Ciò causa la cristallizazzione del vapore acqueo emesso dai motori e la formazione delle familiari tracce bianche attraverso il cielo, note come scie di condensa.

Esse possono durare poco. Ma se c'è già una significativa quantità di umidità nell'atmosfera esse possono persistere per ore [non diciamo bestialità, contraddette per altro dalle leggi della fisica], dal momento che il vapore acqueo in eccesso emesso dai motori viene immesso nell'aria sorpassando il suo punto di saturazione.

Tutto ciò funziona da catalizzatore per velocizzare il naturale processo di formazione delle nuvole. Nuvole denominate cirri - le formazioni nuvolose a forma di ciuffo che si vedono a grandi altitudini – iniziando a formarsi intorno alle scie di condensa [chi osserva con attenzione il cielo nota invece che sono le stesse scie - chimiche - a trasformarsi dopo ore assumendo la forma di pseudo-cirri, ma siccome sono poche le persone che hanno la voglia, la costanza, e la determinazione di osservare il cielo in continuazione, certa gente si permette di scrivere le cose più assurde].

Gli scienziati affermano che queste [formazioni nuvolose] crescono fino a diventare dei sottili strati nuvolosi e possono coprire fino ad un valore sconcertante di 20.000 miglia quadrate del cielo – ovvero un quinto circa dell'estensione del territorio della Gran Bretagna.

Il livello di umidità nell'aria a quote elevate non è correlato alle condizioni del tempo a livello del suolo, e questo è il motivo per il quale potete vedere scie di condensa in un giorno senza nuvole.

Il professor Keith Shine dell'Università di Reading, un esperto di nuvole, ha detto che quelle formate dagli scarichi di un aereo potrebbero persistere ‘per ore’, privando del sole estivo quelle aree che si trovano al di sotto di corridoi aerei trafficati, come Londra e le Contee intorno alla capitale.

‘La gente che viene dall'estero è meravigliata dal numero di scie di vapore nel cielo sopra Londra’ egli ha detto. ‘Quando l'aria è abbastanza umida, le nuvole formate dalle scie di condensa possono durare per ore.’

Gli esperti hanno detto che, come risultato, la quantità di luce solare che colpisce il suolo potrebbe essere ridotta di un ammontare pari anche al dieci per cento. Il professor Shine ha aggiunto: ‘Sopra le zone più trafficate di Londra e del sud dell'Inghilterra, queste nuvole ad alta quota potrebbero coprire il sole, trasformando giornate di sole in giornate di cielo coperto da velature sull'intera l'intera area. Mi aspetto che questi effetti peggioreranno man mano che il volume del traffico aereo aumenta.’

In uno studio del Met Office [servizio meteorologico britannico] del 2009 sugli effetti delle scie di condensa, scienziati di diverse istituzioni britanniche hanno utilizzato un satellite meteorologico per tracciare un grande aereo militare mentre volava in tondo sopra il Mare del Nord. Il team [di scienziati] aspettava che i venti ad alta quota avrebbero disperso le sue scie di condensa senza lasciarne traccia [nell'articolo già dedicato a questo "studio" abbiamo già visto che gli aerei militari non volano a quote idonee alla formazione di scie di condensa].

Ma invece essi hanno contribuito alla formazione di nuvole che, i ricercatori scoprirono con meraviglia, sono arrivate a coprire una zona vastissima di 20.000 miglia quadrate.

Tratto dall'ottimo blog e amico: http://www.tankerenemy.com/ E’ arcinoto che attraverso i messaggi pubblicitari sono veicolate immagini di scie ch

Tratto dall'ottimo blog: http://scienzamarcia.blogspot.com/

La grossa compagnia aerea Evergreen oltre a gestire voli di linea, dichiara apertamente sul suo sito che il nuovo aereo Supertanker (ovvero Supercisterna, un Boeing 747 modificato) oltre che per spegnere gli incendi è stato equipaggiato per espletare missioni di modificazione ambientale, nonché per disperdere agenti per la decontaminazione ambientale e per il contenimento delle fuoriuscite di petrolio.

In maniera per niente ambigua infatti, nel riferire i possibili usi commerciali di tale aereo vengono elencate tutte queste eventualità:

Traduciamo letteralmente alcune delle informazioni più importanti presenti in tale pagina web della evergreen:

Il Supertanker Evergreen non si limita allo spegnimento degli incendi. Esso è un aereo davvero molto funzionale con la capacità di essere configurato per diverse applicazioni con breve preavviso. Questo aereo multi-missione può compiere missioni delicate e di intervento ambientale. Le eccezionali capacità di dispersione [delle sostanze da irrorare], di tempo di sorvolo e le sue grandi dimensioni ne fanno uno strumento ideale per espletare missioni impegnative a difesa della sicurezza nazionale, capace di neutralizzare attacchi chimici su installazioni militari o su centri densamente popolati, ed aiutare a controllare grandi fuoriuscite di petrolio, disastrose per l'ambiente.

Abbiamo quindi la conferma che aziende che lavorano nel settore aeronautico costruiscono aerei anche per la manipolazione climatica, che spendono soldi per progettare e costruire costosi aerei capaci di essere utilizzati sia per spegnere gli incendi che per diffondere sostanze chimiche nell'atmosfera, particolarmente per indurre/inibire la pioggia, per "combattere attacchi chimici" e per "controllare fuoriuscite di petrolio". E' difficile pensare che tutto questo lavoro e questo investimento di soldi e di risorse sia stato fatto inutilmente, e quindi ci si immagina che chi ha deciso di realizzare il Supertanker abbia constatato l'esistenza di un mercato per tale costoso velivolo.

Quanto però alle operazioni di "controllo delle fuoriuscite di petrolio" vengono in mente le criminali irrorazioni di corexit nel corso del disastro della piattaforma petrolifera nel golfo del Messico e quindi sappiamo con certezza che si tratta di un mercato, diciamo così, non molto pulito. Per quanto riguarda il "combattere gli attacchi chimici" ricordiamo come il ministero della difesa inglese, ed anche quello statunitense, abbiano giustificato il loro uso di agenti biochimici dispersi sulla popolazione ignara con la scusa dell'esperimento per verificare le possibili modalità di salvaguardia della nazione da un attacco con quel tipo di armi.

Livorno: piloti civili ubriachi o dispersione di agenti chimici tramite sorvoli ciclici?

Il sospetto che anche questa operazione di costruzione del Supertanker nasconda, dietro le motivazioni ufficiali, altre ben peggiori, legate appunto alla diffusione di agenti chimico-biologici nell'atmosfera, ovvero al programma di diffusione delle scie chimiche.

Di sicuro abbiamo una ulteriore conferma della plausibilità della modificazione climatica e del fatto che questa sia divenuta addirittura qualcosa che ha un mercato commerciale. Eppure nmolte persone negano l'esistenza delle scie chimiche adducendo a "prova" la loro asserzione che la modificazione climatica sarebbe qualcosa di irrealizzabile, di fantascientifico (vedi anche le prove portate in un precedente articolo

).

Interessanti sono anche le notizie che compaiono alla pagina delle faq del Supertanker:

Quali aeroporti possono permettere l'operatività del Supertanker Evergreen?

La compagnia Evergreen può operare con tale aereo da qualsiasi aeroporto abbastanza grande da avere nella pista spazio sufficiente per caricare l'aereo. Sono quindi inclusi gli aeroporti civili, quelli ad amministrazione congiunta civile/militare e gli aeroporti militari accessibili. Generalmente la lunghezza della pista di decollo del Supertanker Evergreen deve essere di 8000 piedi [2.856 metri].

Gli aeroporti statunitensi che possono essere utilizzati come base operative il Supertanker (cliccare per vedere l'immagine ingrandita)

Il Supertanker può combattere gli incendi di notte, quando essi sono più vulnerabili?

Il Supertanker utilizza avionica avanzata e vola a quote maggiori e più sicure, che permetterà a chi deve spegnere gli incendi di combatterli di notte, quando essi sono decrescono di intensità.

Ci sono altri mercati per il Supertanker Evergreen ? Può essere operativo in ogni parte del globo?

La Evergreen sta studiando altre applicazioni per il Supertanker. Contenimento delle fuoriuscite di petrolio, decontaminazione chimica e modificazione climatica sono tutti mercati potenziali per questo aereo. Siccome l'aereo è pressurizzato, il Supertanker Evergreen ha le potenzialità di un qualsiasi Boeing 747 passeggeri per lunghe tratte. Questo permette all'aereo di essere dislocato in qualsiasi località internazionale.

Scie chimiche e pubblicità

Tratto dall'ottimo blog e amico: http://www.tankerenemy.com/

E’ arcinoto che attraverso i messaggi pubblicitari sono veicolate immagini di scie chimiche: si abituano gli spettatori a cieli opachi, sfregiati, a strisce, con inquadrature di scie tossiche. Panoramiche, campi lunghissimi e lunghi che squadrano paesaggi innaturali, tragicamente solcati da chemtrails di tutte le forme e dimensioni, sono uno degli ingredienti principali di moltissimi spot. Le nuove generazioni, avide di pubblicità, assorbono un po’ alla volta questi veleni in immagini, ma il pubblico in generale, subendo questo bombardamento iconico, si assuefa all’orrore, non distinguendo più tra la realtà chimica e la finzione altrettanto chimica.

La situazione è molto istruttiva ed induce a ragionare sulla vera funzione della pubblicità televisiva. Senza dubbio, essa è un aspetto dell’opulento mondo occidentale basato sul consumismo più sfrenato, in cui la perversa spirale “lavora, produci, consuma” alimenta sé stessa in un parossismo distruttivo ed autodistruttivo. I cittadini, trasformati in consumatori, sono solleticati con lenocini affinché acquistino merci inutili o dannose. E’ necessario che i prodotti presto scivolino nell’obsolescenza: questo invecchiamento colpisce la forma assai più dell’uso e della funzione. Mentre, infatti, la tecnologia civile si arresta o progredisce con estrema lentezza, l’immagine diventa tosto antiquata. Ad esempio, negli Stati Uniti, negli anni ‘50 del XX secolo, erano commercializzati sempre nuovi modelli di automobili: venivano aggiunte pinne sempre più filanti, le parti cromate erano valorizzate, la scocca abbellita con modanature, la linea diventava via via più aggressiva, dinamica: ciò consuonava con esigenze di vendita. Il mercato capitalista vive della concorrenza e della continua conquista di nuovi spazi su cui riversare le merci.

Ancora oggi, in una società post-capitalista, in cui il denaro pur importante, è ormai rimpiazzato da altri disvalori, in primis il dominio e la distruzione, la pubblicità è l’anima nera del commercio. Tuttavia si ha la netta impressione che il ruolo dei cosiddetti creativi sia ormai inquadrabile in un nuovo contesto. Riflettiamo. Il mercato nei vari settori (farmaceutico, agro-alimentare, finanziario, automobilistico, telefonico… ) è monopolizzato da poche società alleatesi attraverso processi di concentrazione: si pensi all’ambito bancario in cui una manciata di colossi detiene il controllo del credito e della finanza internazionale. Si deve quindi pensare che l’invasione dei contenuti pubblicitari obbedisca a leggi meramente economiche o non nasconde forse altri scopi? In verità gli spot televisivi, le fotografie di rotocalchi e quotidiani, i manifesti ed i cartelloni che formano la rutilante quinta delle nostre smorte città, creano un milieu, un ambiente di colori, forme, suoni, volti in cui sono immerse coscienze ipnotizzate. Comunicazioni subliminali, erotiche, luciferine, conteste di simboli distorti, adulano, con apparenze ammiccanti, milioni di persone che si ritrovano a ripetere slogan senza accorgersene, spinte non solo a dissanguarsi economicamente, ma a lasciarsi dissanguare da questo vampiro mediatico.

Così pare che il vero e finale scopo della pubblicità sia la colonizzazione dell’inconscio, l’espugnazione della roccaforte in cui si è rifugiato l’ultimo barlume di identità personale. In tale contesto si dispongono tutte le pubblicità che, in modo più o meno obliquo, introducono delle chemtrails

.

Si può qui notare un cambiamento: mentre quattro o cinque anni or sono, le sequenze chimiche erano dissimulate, con il passare del tempo, i criminali fotogrammi sono stati messi in maggiore evidenza, sino all’attuale impudente ostentazione non solo di scie, ma addirittura di aerei della morte. Al culmine di questa orrida escalation si potrebbe collocare la sigla dell’osceno programma "Agorà", la trasmissione condotta dall’improbabile ed isterico Andrea Vianello. Non è, infine, una piramide di ascendenza egizia (è anche un compasso massonico), ma una figura evocante per l’inclinazione dei lati la costruzione che spicca sulla banconota da un dollaro… una sinistra somiglianza.

Aerei che volano orizzontalmente sotto gli stratocumuli rilasciando scie: non possono essere scie di condensa, ma scie chimiche

Tratto dall'ottimo blog: http://scienzamarcia.blogspot.com/

La formazione nuvolosa inquadrata in queste due fotografie (sono due scatti successivi e quasi identici, fare click sulle immagini per vederle ingrandite) appartiene indubitabilmente ad un tipo di nubi basse denominate stratocumuli (nuvole la cui base si trova al massimo intorno ai 2 km di quota). Chi non avesse confidenza con la classificazione delle nuvole può controllare il sito wikipedia (ben noto per la sua tenace ostinazione nel negare l'esistenza delle scie chimiche), oppure l' Atlante delle nubi

Quota nubi basse - fonte: atlante delle nubi

Come si misura la quota - fonte: atlante delle nubi

Ad ogni modo per precisione nel seguito dell'articolo sono stati inseriti alcuni screenshot tratti anche da altri siti che si occupano di meteorologia (e che come al solito negano l'esistenza delle chemtrails).

Se si osservano bene le due foto, si nota che l'aereo ritratto in quelle due istantanee entra ed esce dalla base del fronte nuvoloso, ovvero "fa il pelo" alla base delle nuvole; questo esclude ogni possibile inganno o errore prospettico e mostra al di là dio ogni possibile dubbio che l'aereo passa sul limite inferiore della formazione nuvolosa. Ciò prova che:

a) l'aereo vola ad una quota molto bassa, al massimo a 2 km di quota

b) l'aereo vola pressoché orizzontalmente

Ci si chiede allora

1) cosa ci sta a fare lì un aereo che vola orizzontalmente a 2 km di quota se la quota di crociera degli aerei è oltre gli 8 km? Visto che non sta decollando né atterrando perché vola così basso? Che razza di aereo è? Per me che l'ho visto arrivare e ne ho fotografato la scia è poi fuor di dubbio che si trattasse di un piccolo aereo da turismo, non ne aveva l'aspetto (ma a questo siete liberi di non credere, l'importante è che aguzziate la vista quando vi capita sotto gli occhi una scena simile)

2) come fa a rilasciare una scia di condensa ad una quota così bassa? sarebbe un po' come se una macchina inerpicatasi su una strada che porta in alta montagna rilasciasse dietro di se una scia di condensa bianca che resta a lungo nell'aria ... avete mai sentito parlare di scie di condensa delle automobili in alta montagna? No vero? In effetti non ne avete mai sentito parlare perché non esistono! Eppure la combustione della benzina, come del diesel o del cherosene (il carburante degli aerei), ovvero di qualsiasi idrocarburo, genera CO2 (anidride carbonica) e H2O (acqua), oltre a diverse sostanze inquinanti.

Abbiamo mostrato quindi l'ennesima prova dell'esistenza delle scie chimiche, prova che chiunque può catturare con video o fotografia se ha la costanza di osservare il cielo e la prontezza di riflessi nel catturare certe scene.

NB: Certamente c'è una differenza da rimarcare, l'aereo produce molto più vapore, ma viaggia anche ad una velocità molto maggiore delle automobili; alla fine il vapore prodotto da un aereo per ogni chilometro di percorso è (come abbiamo dimostrato nel precedente articolo) all'incirca 100 o 200 volte maggiore rispetto ad un'automobile. Qualcuno dei tanto solerti negazionisti delle scie chimiche potrebbe quindi ribattere che il paragone su esposto non calza.

Ma se dovessimo tenere conto del fatto che l'aereo produce molto più vapore questo sarebbe la prova che, a parità di altri fattori (temperatura dell'atmosfera ed altitudine sul livello del mare) sarebbe essenziale che si giunga alla saturazione del vapore acqueo (laddove potrebbe eventualmente formarsi una scia), come del resto attesta il documento dell'aviazione statunitense Aviation Weather

Il guaio è che avere un alto valore di umidità relativa alle quote ove volano gli aerei di linea (sopra gli 8 km) è un fenomeno molto raro (come ampiamente dimostrato con dovizia di particolari in un precedente articolo e come chiunque può verificare da solo controllando tali dati); ammettere quindi la fondamentale importanza del ruolo dell'umidità nel formarsi delle scie di condensa è un autogoal per chi si ostina pervicacemente a negarle e osa addirittura affermare "praticamente è raro che non si formi una scia di condensa".

Insomma affermare che a bassa quota gli aerei possono formare scie di condensa e le automobili no, significa implicitamente affermare che solo quando si arriva ad una condizione di vapore saturo o soprassaturo, ovvero quando è già presente una forte umidità relativa, è possibile che si formi una scia di condensa; ma questo significa a sua volta essere costretti ad affermare che le scie di condensa sono un fenomeno rarissimo (e quindi tutte quelle scie che vediamo nei nostri cieli devono essere per forza scie chimiche).

Qui sotto un video su scie chimiche e stratocumuli ripreso dagli attivisti di tanker enemy.

Ed ecco gli screenshot sugli stratocumuli e ... le scie

da http://www.altabrianza.org/nubimeteo.html

1) stratocumuli

2) Cirri o scie espanse alterate dalle correnti in quota e modulate da forti campi elettromagnetici (tecnologia HAARP)?

da http://www.meteopozzallo.it/lezioni/atlantenubiuno.pdf

1) stratocumuli

2) ancora stratocumuli

3) scie di condensa espanse? cose mai viste prima, sono scie chimiche!

http://digilander.libero.it/meteocastelverde/nubi.htm

quote delle formazioni nuvolose

Quanto inquinano gli aerei? E quanto vapore acqueo producono?

Tratto dall'ottimo blog: http://scienzamarcia.blogspot.com/

In questo articolo dimostriamo che un aereo inquina quanto centinaia di autovetture. Se quindi vi prendete la briga di contare gli aerei che passano di giorno (e anche di notte) rimarrete sconcertati: sopra la vostra testa passano circa 200 aerei al giorno il cui passaggio equivale al traffico di almeno 2.000 autoveicoli.

Se poi vi accorgente del gran rumore che fanno molti di quegli aerei vi renderete conto che devono volare a quota abbastanza bassa, e quindi gran parte di quei veleni (compresi gli oltremodo tossici additivi al bario) potrebbe facilmente arrivare giù ed essere respirato dai vostri polmoni. Se poi vi spostate di paese in paese nella vostra regione e scoprite che anche 10, 20 o 30 km più in là la situazione è la stessa, arriverete alla conclusione che ormai non esistono e non possono esistere lembi di natura incontaminata.

Forse nonostante questo non crederete a quella che qualcuno furbescamente definisce "teoria delle scie chimiche", però vi accorgerete che la biosfera terrestre è ormai sotto attacco, e vi chierete magari come mai le cosiddette associazioni ambientaliste non sollevino pubblicamente la questione.

Sull'inquinamento aereo potete anche leggere l'opuscolo Low cost - quanto ci costi (visionabile/scaricabile sul sito scribd o scaricabile da mediafire)

NB: i calcoli qui sotto serviranno come riferimento per ulteriori studi sul fenomeno delle scie di condensa e delle scie chimiche.

Quanto vapore acqueo produce un aereo? E quanto inquina?

La reazione di combustione del kerosene (citiamo a conferma un sito che nega le scie chimiche: http://en.wikipedia.org/wiki/Kerosene) può essere approssimata come segue,

C12H26 + 37/2 O2 → 12 CO2 + 13 H2O

In tale reazione si parte dalla formula molecolare C12H26 per il kerosene (il kerosene è una miscela di idrocarburi).

Gli atomi, sono formati da protoni e neutroni che formano il nucleo, particelle di massa quasi uguale, e da elettroni di massa praticamente trascurabile (circa 2000 volte meno massivi dei costituenti del nucleo). Per indicare le masse degli atomi si fa riferimento ad una unità detta Unità di Massa Atomica (U.m.a.) corrispondente più o meno alla massa di un protone (la definizione per l'esattezza pone l'Unità di Massa Atomica pari ad un dodicesimo della massa dell'atomo di Carbonio 12).

Di conseguenza in tale unità di misura, a meno di approssimazioni trascurabili l'idrogeno ha massa 1, l'ossigeno ha massa 16, il carbonio 12 (le trascurabili approssimazioni sono legate sia alla leggera differenza di massa tra protoni e neutroni, che alla piccola massa degli elettroni, che al difetto di massa - effetto relativistico che tiene conto della trasformazione in energia di legame atomica e molecolare di una piccola parte della massa delle particelle).

La molecola del kerosene in tale formula è formata da 12 atomi di massa atomica 12 (12*12=144) e 26 atomi di idrogeno (26*1=26). Di conseguenza il kerosene misura 144+26=170 U.m.a. La molecola di acqua ha massa 18 (16+2) e quindi a secondo membro abbiamo 13 molecole di massa 18 da cui una massa di acqua pari a 13*18=234 U-m.a. Abbiamo quindi una massa di acqua di 234 unità per ogni 170 unità di kerosene combusto, ovvero 234/170 (1,3765) unità di acqua per ogni unità di kerosene.

Un litro equivale (a meno di un trascurabilissimo errore dello 0,0027%) ad un decimetro cubo di sostanza, ed il kerosene ha una densità di 0,8 gr al cm3 (anche questo dato è desunto dalla stessa pagina di wikipedia, e dal momento che esistono differenti miscele di kerosene abbiamo per prudenza preso un valore più alto in modo da sovrastimare piuttosto che sottostimare la produzione di acqua nella reazione) ovvero 0,800 kg al dm3 e quindi 0,8 kg al litro. Per ogni litro di kerosene, ovvero per ogni 0,8 kg di esso, vengono quindi generati 0,8*234/170 = 1,1 kg di acqua sotto forma di vapore.

La quantità di kerosene consumata per ora da un jet bimotore che mantenga una velocità di crociera di circa 830 km/h (ovvero ad una quota maggiore di 8 km ove volano di regola tali aerei commerciali per consumare meno carburante) si aggira sui 3000 litri all'ora. Tale dato è desunto dal documento http://micpohling.wordpress.com/2007/05/08/math-how-much-co2-released-by-aeroplane/ (il quale a sua volta si basa su fonti reperite sul sito governativo http//www.eia.doe.gov/). Tale sito per altro è assolutamente non allineato coi nostri, dato che punta il dito sulla presunta alterazione climatica causata dalle emissioni di CO2 piuttosto che sui danni della manipolazione climatica con scie chimiche e onde elettromagnetiche (noi infatti non ci preoccuperemmo di quanto CO2 produce un velivolo ma di ben altre cose).

Se in un'ora l'aereo in questione consuma 3000 litri su un percorso di 830 km è ovvio che per calcolare il consumo di kerosene per ogni kilometro percorso bisogna effettuare una divisione: il consumo di kerosene al chilometro risulta quindi di 3000/830 ovvero 3,6 litri al chilometro. Ovviamente dato che i motori sono due ciò vuol dire 1,8 litri al km per ogni motore. Il consumo per ogni metro di percorso è ovviamente mille volte inferiore: 0,0018 litri di kerosene per metro e per ogni motore.

Come abbiamo visto all'inizio un litro di kerosene bruciato nella nostra atmosfera genera circa 1,1 kg di vapore acqueo, e quindi gli 1,8 litri di kerosene consumati dal nostro bimotore percorrendo un chilometro di tragitto generano una quantità di vapore acqueo pari al prodotto 1,1*1,8 = 1,98.

Siamo così arrivati ad un dato molto importante: un singolo motore di un tipico bimotore che vola alla velocità di 830 km/h genera circa 2 kg di vapore acqueo per ogni chilometro di tragitto ovvero 2 grammi di vapore acqueo per ogni metro. Lo stesso aereo nel suo complesso genera circa 4 kg di vapore acqueo per ogni chilometro di tragitto ovvero 4 grammi di vapore acqueo per ogni metro.

Bisogna dire che i dati reperibili e desunti da fonti ufficiali non sono del tutto concordi, sebbene le differenze non siano poi così rilevanti. Del resto anche su un sito di aereonautica, http://www.aviazionecivile.com/vb/showthread.php?t=89730&page=5 ove discutono tra di loro anche dei piloti, possiamo leggere che il consumo teorico di certi modelli è in realtà minore (di un buon 10%) di quanto spesso si afferma, perché riferito a velocità troppo alte, raramente toccate nei voli su scala nazionale, ma toccate invece su tratte più lunghe.

Un sito governativo australiano ospita un documento con dati sul consumo di carburante che per alcuni modelli sono leggermente maggiori di quelli appena visti, mentre per altri modelli sono leggermente maggiori di quelli riportati da wikipedia; il documento è: http://www.casa.gov.au/manuals/regulate/apm/256r003.pdf .

Da tali dati possiamo verificare che i modelli che consumano maggiormente sono i quadrimotori boeing 747. Facciamo quindi il calcolo della quantità di vapore prodotta da questi aerei per tenere conto del limite massimo e non rischiare così di sottostimare il fenomeno.

Dati sui consumi dei boeing quadrimotore della serie 847 li troviamo anche su wikipedia italia. In fondo alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_747 possiamo leggere qual'è il massimo tragitto a pieno carico e qual'è la capienza del serbatoio. Dividendo la capacità in litri del serbatoio per il tragitto massimo in km otteniamo il consumo al chilometro dell'aereo per i suoi vari modelli. Ad esempio per un quadrimotore 747-8I dividendo i 243120 litri del serbatoio per i 14205 km di tragitto massimo si ottiene un consumo di circa 17 litri al chilometro. Ovviamente si tratta di un consumo medio che non tiene conto del fatto che i consumi sono maggiori durante la fase di decollo e di atterraggio, quando l'aereo vola più basso incontrando maggiore resistenza da parte dell'aria.

Dai dati desunti dal documento australiano appena citato si deduce che il consumo tipico di un 747 è di 15.000 litri all'ora. Se in un'ora tale aereo percorre circa 913 km (sempre alla voce http://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_747 troviamo che la sua velocità di crociera è di 913 km/h) allora il consumo (leggermente sovrastimato per quanto detto prima) è di 15.000 litri diviso 913 km e quindi 16,4. Nel sito già citato, http://micpohling.wordpress.com/ troviamo poi il seguente dato riguardo ai quadrimotori della serie 747-400

* Cruising speed (velocità di crociera) = 910 km/h

* Passenger capacity (posti passeggeri) = 409 (max)

* Fuel consumption (consumo di carburante) per km = 11.875 L/km

Ma ancora una volta nell'incertezza preferiamo sovrastimare piuttosto che sottostimare e quindi utilizzeremo di seguito il dato 16,4.

A conti fatti si può affermare che i consumi varino dai 3,6 litri di kerosene al chilometro di alcuni bimotori ai 16,4 di alcuni quadrimotori. Ovviamente se dividiamo il primo dato per due otteniamo 1,8 litri al km per ogni motore mentre nel secondo caso otteniamo 4,2 litri per km.

Se un litro di kerosene genera 1,1 kg di acqua i 4,2 litri di kerosene consumati dall'aereo percorrendo un chilometro di tragitto generano una quantità di vapore acqueo pari al prodotto 1,1*4,8 = 4,62.

Siamo così arrivati ad un dato molto importante: un singolo motore di un quadrimotore ad alto consumo di carburante che vola alla velocità di 913 km/h genera circa 4,62 kg di vapore acqueo per ogni chilometro di tragitto ovvero 4,62 grammi di vapore acqueo per ogni metro.

Per quanto riguarda invece il consumo in sè, che è correlato ovviamente all'inquinamento, possiamo riassumere che si va dai 3,6 ai 16,4 litri per chilometro. Se una autovettura consuma (quando va bene) 1 litro ogni 20 km (ovvero se riesce a coprire 20 km con un litro di carburante) allora possiamo calcolare il consumo di 1/20 di litro per km, valore che ovviamente dipende anche qui moltissimo dai modelli delle auto e anche dal fatto che ci si aggiri nel traffico urbano o che si viaggi su una strada a scorrimento veloce. Potremmo affermare allora che un'autovettura consuma una quantità di carburante compresa tra 0,05 e 0,1 litri per km, e che un aereo consuma, e quindi inquina, quanto 100/200 autovetture (il valore medio di 10 litri al km degli aerei è 200 volte maggiore di 0,05 e 100 volte maggiore di 0,1).

Notate bene: la combustione della benzina, come del diesel o o del cherosene (il carburante degli aerei), ovvero di qualsiasi idrocarburo, genera CO2 (anidride carbonica) e H2O (acqua), oltre a diverse sostanze inquinanti.

Gli Stati Uniti ammettono esperimenti con armi chimiche e biologiche su militari e cittadini ignari

Tratto dall'ottimo blog: http://scienzamarcia.blogspot.com/

Qui di seguito la traduzione dell'articolo US admits chemical weapons tests scritto da Nick Childs, corrispondente dal Pentagono per la BBC, e pubblicato sull'edizione on line del notiziario dell'emittente nazionale britannica il 10 ottobre del 2002.

Ovviamente le rassicurazione del pentagono appaiono poco credibili vista che il Pentagono è responsabile dell'avvelenamento dei militari in missione in Iraq coi vaccini allo squalene, nonché di tutta una serie di crimini commessi in varie parti del mondo nel corso di una lunga serie di guerre di aggressione con la scusa della libertà

.

Forte è invece il sospetto che le lamentele dei veterani siano solo la punta di un iceberg e che si cerchi di minimizzare la criminale abitudine da parte della struttura militare di utilizzare militari e cittadini quali ignare cavie umane. Del resto è scritto a chiare lettere nell'articolo sottostante che il rilascio di queste informazioni è avvenuto "perché ci sono delle preoccupazioni espresse dai veterani" il che vuol dire che l'ammissione (presumibilmente parziale) è avvenuta non certo per amore della verità, ma per cercare di fornire una versione che servisse a controbilanciare l'effetto sull'opinione pubblica dei reclami dei veterani "preoccupati per il proprio stato di salute" che hanno "paura di essere stati esposti a delle sostanze pericolose".

La falsità di certe ammissioni istituzionali del resto è storicamente nota; gli esperimenti di copertura di grandi aree con agenti chimici sono stati infatti realizzati irrorando milioni di persone con solfuro di zinco e cadmio. Mentre i governi e gli alti papaveri dell'esercito insistono nell’affermare l’innocuità di tale composto chimico, il cadmio è riconosciuto come una causa di cancro al polmone, e durante la Seconda Guerra mondiale esso fu considerato dagli Alleati come un’arma chimica. Insomma questi criminali esperimenti sono una realtà storica che perdura fino ad oggi.

Gli Stati Uniti ammettono esperimenti con armi chimiche

Il Pentagono ha pubblicato in precedenza informazioni segrete rivelando di avere eseguito esperimenti sull'utilizzo di agenti chimici e biologici più vasti di quanto si fosse pensato in precedenza.

Gli esperimenti hanno avuto luogo negli anni 60 nei primi anni 70.

Alcuni esperimenti sono stati effettuati anche in Gran Bretagna ed in Canada, sebbene gli americani affermino che i governi britannico e canadese abbiano già rese pubbliche alcuni anni fa le informazioni su questi avvenimenti.

In tutto circa 5.500 militari sono stati coinvolti.

Il Pentagono ha rivelato in precedenza informazioni sugli esperimenti di agenti chimici e biologici a bordo di navi della marina militare degli Stati Uniti mentre si trovavano in mare.

Ora, per la prima volta, rivela dettagli su esperimenti simili compiuti sul suolo americano - in Alaska, Florida, Hawaii, Maryland e nell'Utah - così come in Gran Bretagna, Canada.

Veterani preoccupati

In alcuni di questi esperimenti furono rilasciati dei reali agenti tossici, incluso il gas sarin ed il VX, ma in più di metà degli esperimenti sono stati usati degli agenti simulati.

Lo scopo degli esperimenti, insiste il Pentagono, era di valutare l'equipaggiamento, le procedure e le tattiche militari e non di verificare gli effetti sulla persone.

Il personale ha indossato uniformi protettive.

I civili sono stati esposti ad agenti simulati, affermano i funzionari del Pentagono, ma aggiungono che questi agenti erano innocui e l'esercito degli Stati Uniti insiste che non c'è nessuna prova che all'epoca qualcuno abbia sofferto, dal punto di vista della salute, a causa degli esperimenti.

Ma in larga parte la ragione per la quale vengono rivelate queste informazioni adesso e per la quale ne viene riferito al congresso degli Stati Uniti, come sta facendo il Pentagono, è perché ci sono delle preoccupazioni espresse dai veterani.

Più di 50 di loro hanno inoltrato dei reclami a causa di preoccupazioni per il proprio stato di salute e perché avevano paura di essere stati esposti a delle sostanze pericolose.

Articolo correlato in italiano

Milioni di persone coinvolte in test di armi biologiche. Una gran parte della Gran Bretagna fu esposta al contagio batteri irrorati nel corso di esperimenti segreti

Articoli correlati in inglese, sempre sul sito della BBC

US admits nerve gas experiments

(Gli Stati Uniti ammettono esperimenti coi gas nervini)

Tests for chemical warfare 'guinea pigs'

(Cavie umane per esperimenti di guerra chimica )

Families demand inquiry into germ tests

(Famiglie che domandano un'inchiesta sugli esperimenti con agenti infettivi)

Japan 'covered up' germ warfare

(La guerra biologica occultata del Giappone)

Scie chimiche e l'esplosione di malattie respiratorie: un rapporto declassificato in Nuova Zelanda ne rivela le connessioni

Tratto dall'ottimo blog: http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/

Di Clare Swinney, su NORTHLAND NEW ZEALAND CHEMTRAILS WATCH

Tra il recente assortimento di rapporti del materiale declassificato pubblicati dalla Nuova Zelanda sull’avvistamento di oggetti volanti non identificati (UFO), risalente al periodo 1952-2009, vi sono documenti, scritti nel 1999 e nel 2000, da un cittadino preoccupato, il quale predisse che un focolaio di malattie si verificherà come conseguenza di “scie di condensazione dagli aeromobili”, altrimenti note come “scie chimiche”‘, le quali appaiono in una certa area popolata interessata.

Le scie chimiche, che sono anche comunemente denominate aerosol, differiscono dalle scie aerei, nel senso che spesso persistono nel cielo per ore e possono essere osservate disposte in forma di griglie di linee parallele o formare ‘X' nel cielo(vedi l'immagine satellitare ad inizio articolo e l'altra qui sotto) .

Mentre vedere una delle scie chimiche non costituisce una prova che le malattie fossero causate da esse, è opportuno analizzare seriamente il problema, dato che tutte le prove mostrano che le scie chimiche rendono la gente malata, alla luce di quanto si conosce della loro composizione.

Le prove raccolte per oltre un decennio, rivelano che le scie chimiche sono utilizzate per "almeno" sette funzioni [a giudicare dalla quantità delle Patents, ovvero brevetti, i motivi del loro utilizzo sono molti di più - N.d.T.]. Anche su come cancellare gli spruzzi chimici nella fase di rilascio delle scie dai tanker], compreso il controllo del tempo meteorologico e le applicazioni militari, e sono composti da una grande varietà di ingredienti nocivi.

Essi comprendono di solito alluminio e bario, che sono tossici per gli esseri umani e per l’ambiente. Essi possono comprendere il torio radioattivo, globuli rossi essiccati, agenti patogeni pericolosi, tra cui Mycoplasma Fermentens incognitus, spore di muffa , etilene dibromide, e filamenti auto-replicanti di nanotubi che causano la malattia di Morgellons , che in base ai risultati del ricercatore Clifford Carnicom, ora hanno contaminato praticamente tutti [a tutto questo dobbiamo aggiungere lo pseudomonas, adoperato nei nubifragi artificiali - N.d.T.].

I rapporti declassificati, che sono on-line sotto la dicitura: Original Files: NZ’s UFO Sightings , sono stati inviati a un importante sito di notizie in Nuova Zelanda, Stuff.co.nz il 22 dicembre 2010, e sono stati rilasciati al pubblico da parte della New Zealand Defence Force come Atto Ufficiale d’Informazione.

Sepolti tra il totale dei 2.101 documenti declassificati, ci sono lettere, ritagli di giornale e pagine di articoli di riviste, che rivelano che un privato, il cui nome è stato rimosso dalla corrispondenza per ragioni di privacy, ha ripetutamente cercato di lanciare l’allarme sul pericolo di scie chimiche nel 1999 e all’inizio del 2000. Pare che inizialmente il corrispondente, che sarà indicato come Mr Gibson,’ scrisse a Warren Kyd, membro del parlamento della Nuova Zelanda per Hunua Party.

Nella sua lettera, datata il 25 maggio 1999, egli scrisse che la scia che aveva visto era stata spruzzata, sopra i cieli di Auckland, a forma di un enorme arco, e mentre un agenzia gli aveva riferito che solo un aereo militare potrebbe impegnarsi in questo tipo di attività, il controllo del traffico aereo, gli disse era stata creata da un aereo passeggeri in rotta per le Fiji. Questo non è improbabile, in quanto gli aerei passeggeri sono stati visti irrorare delle scie chimiche in Nuova Zelanda, e in altre parti del mondo [ma è anche probabile che non fosse un aereo di linea, considerando sia l'assenza dei tanker chimici dai radar per il traffico aereo, che negazione, da parte degli Enti che si occupano del traffico aereo civile, circa la presenza delle operazioni d'irrorazione chimica sulle aree popolate - N.d.T.].

Il Sig. Gibson riferi’ anche, al deputato, di un articolo del mese di aprile, nell’edizione del 1999 della rivista Nexus. Questo articolo, del giornalista canadese William Thomas, intitolato Le scie di condensazione: Veleni dal cielo (e poi ribattezzato Scie chimiche : Veleni dal cielo sul sito di Nexus), menzionava che nelle zone in cui queste scie erano state visto persistenti, il relativo pronto soccorso veniva “inondato di casi simili all’influenza”, e medici e infermieri si lamentavano di “essere molto occupati con le diagnosi respiratorie.” Thomas inoltre ha scritto: “In Inghilterra, dopo il verificarsi di scie persistenti e cadute di ragnatele dal cielo – come vennero riportati su Londra e Birmingham dalla BBC il 14 gennaio 1999, in cui più di 8.000 persone – per lo più anziani, è morto di polmonite e di altre complicazioni respiratorie nell' ultima settimana di dicembre e le prime due settimane di gennaio 1999.

Alla luce di questi report, il signor Gibson consigliava nella sua lettera: “Se questo aereo rilasciava qualcosa nella nostra atmosfera causando quanto affermato da riviste come questa [sic] , un gran numero di persone di Auckland soffrirebbe di malattie simil-influenzali.”

Un articolo di giornale, che è nel Libro 1 a pagina 37 dei files, pubblicato dieci giorni dopo che le scie chimiche vennero viste su Auckland , ha rivelato che un improvvisa ondata di disturbi si era verificata. “Il pronto soccorso dell’ospedale è stato molto impegnato nei giorni scorsi con i pazienti che soffrono malattie respiratorie, comprese polmonite e asma” riporto’ il NZ Herald il 3 giugno 1999. (Vedi sotto).

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Inoltre, un successivo articolo del NZ Herald, datata 6 luglio 1999 dal titolo: “Forte aumento del tasso di mortalità in una nuova piaga influenzale”, ha rilevato che circa 100 persone sono morte all’Auckland Middlemore Hospital nel giugno “principalmente per malattie respiratorie.”

A dispetto della previsione del signor Gibson, che sembra sia stata corretta e supportata da simili report all’estero, il governo ha messo da parte la questione. “Sono state fatte indagini sono state fatte e al signor Kyd è stato assicurato che non vi è alcun motivo per voi di essere allarmato” rispose il segretario esecutivo di Kyd, Faith Sarten, in una lettera datata il 21 giugno 1999.

Non soddisfatta della risposta, il signor Gibson è andato a trovare il signor Kyd e su suo consiglio in seguito ha scritto al Ministro neozelandese della Difesa, On. Mark Burton il 9 febbraio 2000. Una risposta da parte dell’On. Burton di cui non può essere trovato nel file, ma solo una conferma di ricezione della corrispondenza del signor Gibson.

Oltre un decennio più tardi, un nuovo governo Neozelandese, che ha ormai ricevuto una moltitudine di lettere e telefonate di cittadini preoccupati, continuava a non rispondere alle loro preoccupazioni, per quello che è ora classificata come “Geo-Ingegneria Stratosferica con Aerosol” e che si verifica in scala molto, molto piu massiccia.

ESPERIMENTI DI GEOINGEGNERIA, da New Scientist

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Per esempio, quando ho inviato per posta elettronica a 112 dei 122 membri del Parlamento il 10 settembre 2010 per un azione di massa contro le scie chimiche, e chiesto loro di contribuire a fermare che questo avvelenamento della nostra atmosfera continui, hanno replicato per lo piu’ una manciata di essi, e l’Assistente Esecutivo di Catherine Delahunty, portavoce dei Verdi Neozelandesi sulle sostanze tossiche. Ha dichiarato: “Posso vedere la tua grande preoccupazione sulle “scie chimiche”. Tuttavia, i Verdi hanno deciso di dare priorità alle sostanze tossiche sul lavoro a alle sostanze chimiche conosciute (e comunque anche in questi casi limitarci a cio’ che possiamo mettere a fuoco). “

Sotto: La lettera che Mr Gibson ha scritto al ministro per Hunua, il signor Warren Kyd, che è nel libro 1 dei documenti declassificati, a pagina 35, seguito dalla risposta a pagina 36.

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Sotto, in 2 parti, un articolo dal Libro 1 a pagina 38 , datato Luglio 1999.

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Sotto: Libro 1 pagina 39 , si trova una copia di una lettera mandata a Paul Holmes , conduttore del popolare programma di affari serale , “Holmes”, andato in onda dal 1989 al 2004.

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Sotto: Un articolo dal NZ Herald, datato 6 Dicembre 1999 , che si trova nel libro 1 a pagina 44 e numerato come 10. Che pare essere l’ultimo documento collegato alla questione.

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Fonte dell' articolo tradotto in italiano: RaggioIndaco WorldPress

Revisione ed elaborazione ulteriore dell'articolo

a cura di Nonvotarechitiavvelena__________________________________________________________________________

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