sabato 5 giugno 2010

RELAZIONE DELLA CONFERENZA SULLE SCIE CHIMICHE DEL 24/05/2010 A BOLLATE (MI)


La conferenza è iniziata alle ore 21.20 circa. In sala vi erano tra le 30 e 40 persone. L’evento è stato organizzato dal centro “Le Dauphin” di Bollate.

Tom Bosco non è potuto essere presente per motivi di salute e al suo posto è giunto il suo collaboratore Carlo Bianchini.

Nonostante il poco tempo a disposizione, sono stati toccati diversi argomenti, dalle scie chimiche alle relative interrogazioni parlamentari; da progetto H.A.A.R.P. alle patologie quali il Morgellons; dalla modificazione climatica agli OGM e alla manipolazione del DNA.

La conferenza è iniziata con la spiegazione della fenomenologia della scia chimica. Per spiegare ciò il relatore ha introdotto il discorso dell’aeronautica. E’ infatti impossibile far volare nei nostri cieli degli aerei senza il loro permesso e oltretutto è assai rischioso volare con velivoli privi di contrassegno.

Partendo dal presupposto che non si è in guerra con nessuno, ci si domanda: “perché questo fenomeno [delle scie chimiche – nda - ] è vero?”.

Si tratta di arerei militari e civili. Le compagnie aeree (soprattutto low cost) vengono incentivate economicamente per volare e spargere sostanze nell’atmosfera.

Non è una bufala tutto ciò perché ci sono state e ci sono tutt’ora delle persone perseguitate per questo.

Funzionari dell’ARPA che hanno cominciato a parlare sono stati licenziati o minacciati di licenziamento, alcuni militari sono stati trasferiti perché si erano fatti “scappare” qualche informazione, piloti e controllori di volo che hanno osato parlare di queste operazioni sono stati minacciati.

I centri di rilevazione meteo stanno installando radar digitali al posto di quelli analogici. Con i primi sono gli aerei che mandano segnali alle stazioni meteo. I centri di rilevazione meteo non possono più fare verifiche indipendenti dell’atmosfera.

Sono stati mostrati articoli di giornale e foto che trattano delle scie degli aerei ed anche foto derivanti da un monitoraggio tra Treviglio e Vigevano in merito alle scie presenti nel cielo.

Un altro fenomeno che è stato riscontrato è quello dei filamenti di polimeri. Le analisi fatte hanno mostrato che non si tratta di comuni ragnatele.

Vi sono state diverse interpellanze parlamentari. Per quanto riguarda l’Italia il fenomeno risale circa al 2001. La prima interpellanza europea risale al 2003. Non sono state mai date risposte esaurienti. L’EU nel 2005 ha richiesto agli Stati Uniti delle spiegazioni per quanto riguarda le esercitazioni della NATO.

Un gruppo di persone del Texas ha coordinato un progetto chiamato “Chemtrail Central” che tramite un radar abbastanza sofisticato venivano monitorati e classificati i voli per 105 giorni. Sono state trovate correlazioni tra i voli militari con scie persistenti e voli civili che non ne rilasciavano.

La composizione dei carburanti è certificata quindi è possibile verificare cosa rilasciano gli scarichi aerei. Secondo l’ANSA dal 1990 al 2003 le rotte internazionali sono aumentate del 73%. Quelle civili sono rimaste più o meno uguali. Dagli scarichi di un aereo a reazione escono principalmente ossidi di azoto. Dalle analisi di Milano, Sardegna e Torino (nelle loro periferie) risultano presenti invece elementi come Bario, Alluminio, Cesio, Argento, Quarzo, Titanio, Ferro. Sono gli stessi elementi che sono stati rilevati per la prima volta ad Espanola.

Perché? E perché nessuno dice niente?

Nella relazione dell’ARPA di Milano non c’è traccia di tali sostanze. Nel 2007 invece l’ARPA Piemonte espone le prime ammissioni. La dottoressa che ha redatto il rapporto è stata costretta a scrivere successivamente una smentita.


In questi ultimi anni è stato possibile riscontrare a livello statistico un aumento delle patologie respiratorie. I primi esperimenti sul clima sono stati fatti a SanPietroburgo perché vi era l’interesse di non far piovere in determinati giorni.

Dopo la seconda guerra mondiale gli applicativi si sono intensificati. In questo periodo gli americano hanno iniziato ad occuparsi di HAARP. Tramite le scie chimiche le onde ELF potevano essere veicolate a distanza. Nel 1992 di H.A.A.R.P. ve ne era solo uno di impianto mentre nel 2010 ve ne sono quattro di installazioni H.A.A.R.P. (USA, Russia, Cina, ed Europa).

Oltre a ciò vi era l’interesse di ridurre il riscaldamento globale riflettendo le radiazioni luminose all’esterno dell’atmosfera tramite anche l’impiego di metalli come l’alluminio.

La legge europea vieta la manipolazione del clima ma nessuno ha mai sporto denuncia.

Esiste un documento stipulato nel 2002 tra Italia e USA che autorizza la NATO a fare esperimenti per eseguire esperimenti sul clima ed osservarne gli effetti.

Con la comparsa delle scie chimiche si è avuto un incremento del morbo di Alzheimer del 1500% e in questi ultimi anni si è anche assistito alla comparsa del morbo di Morgellons. Tale patologia, che è ancora indicata come psicosomatica, consiste nella fuoriuscita di filamenti dal corpo.

Negli anni Novanta negli USA ci fu un periodo di siccità e guarda caso proprio negli USA esisteva un piano federale che prevedeva la distribuzione di grano OGM gratis in caso di siccità. Tale piano però era già stato presentato prima che si verificò un reale periodo di siccità.

In Europa dal 2001 al 2005 vi era il divieto di impiego degli OGM mentre dal 2007 anche in Europa iniziarono ad esserci aree per coltivare OGM e disposizioni per dotare di OGM le aziende che lo richiedevano.

E’ da almeno 70 anni che si studiano e si attuano esperimenti per modificare il clima. Altri progetti prevedono di attaccare biologicamente alcune razze umane. Altri ancora si basano sul blocco del DNA.

Alla fine della conferenza sono stati proiettati alcuni filmati del canale TankerEnemy.

domenica 28 febbraio 2010

La scomparsa della nebbia

Pubblichiamo un articolo la cui fonte originale è l'A.N.S.A. Il testo, che si riferisce al fenomeno della diminuzione della nebbia in alcuni ecosistemi, sciorina i soliti infingimenti e le arcinote vacue circonlocuzioni per nascondere la vera causa di questa anomalia meteorologica. Da almeno quindici anni, infatti, l'agronoma californiana Rosalind Peterson ricorda, nelle sue accorate ed inascoltate denunce, che le scie chimiche igroscopiche stanno danneggiando in modo irreparabile le foreste di conifere che si estendono in ampie plaghe della California. Non è solo il carente apporto di umidità alla vegetazione ad essere pernicioso: le chemtrails hanno avvelenato le sorgenti ed i corsi d'acqua, determinato un drastico decremento delle piogge, all'origine di rovinosi incendi. Il cielo della California, un tempo terso, è oggi opaco e tramato di scie. La moria delle api - da questi imenotteri dipende soprattutto l'impollinazione dei mandorli - ed il Morgellons (con 1.000 nuovi casi al giorno diagnosticati negli Stati Uniti!) sono altre nefaste ripercussioni dell'operazione "scie chimiche".

[Clicca per ingrandire l'immagine] Nonostante queste evidenze, gli "scienziati" si trincerano dietro il solito ambiguo ed insulso sintagma "cambiamenti climatici", una frode linguistica in cui si invertono le cause con le conseguenze o che, simulando di esprimere tutto, non dice alcunché. Si evocano la variazione di gradiente, i mutamenti nella circolazione atmosferica: queste manifestazioni sono effetti e non cause dei fenomeni o, semmai, co-fattori, poiché il collasso degli ecosistemi è provocato dalle tonnellate di veleni che impunemente sono sparsi nella biosfera. Piogge alcaline, piogge acide, contaminazioni dei bacini idrici, foschie artificiali, siccità, alluvioni, frane e valanghe (favorite dalla Pseudomonas Syringae, un batterio che è diffuso con gli aerei chimici), sterilità dei suoli, riduzione dell'avifauna sono il tragico corollario di un'attività che non conosce sosta e che anzi si intensifica ogni giorno di più. Non è un caso se questi disastri innaturali datano quasi sempre dalla metà degli anni 90 del XX secolo, proprio il periodo in cui le operazioni di aerosol clandestino cominciarono a diventare più frequenti e coordinate. Le "coincidenze" sono isole.

Di seguito l'articolo che è stato anche digrossato sotto il profilo linguistico, per via dei numerosi strafalcioni.


La nebbia scompare, vittima dei cambiamenti climatici (sic): la Pianura padana ne registra una riduzione del 30-35% in vent'anni, mentre sulle coste statunitensi si è calcolato che ogni giorno è presente tre ore di meno. Si lancia così un allarme per gli ecosistemi. A rilevare il fenomeno negli Stati Uniti sono stati i ricercatori dell'Università di Berkley che hanno evidenziato come questo cambiamento potrebbe incidere negativamente sul benessere delle foreste. Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences", ha sottolineato come la drastica riduzione della nebbia, accompagnata da un aumento della temperatura media, possa causare ripercussioni negative sulle foreste di sequoie che coprono la costa orientale degli Stati Uniti: la nebbia, riuscendo a prevenire la perdita di acqua dagli alberi, svolgeva un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'ecosistema costiero, che adesso si trova in 'serio' pericolo. Dalle analisi eseguite lungo la costa orientale degli Stati Uniti è stato evidenziato che, solo nell'ultimo secolo, in estate è stata riscontrata una perdita giornaliera di nebbia di circa tre ore. Un evento questo che i ricercatori ritengono 'pericoloso' per il benessere ambientale: sequoie, animali e piante, non potendo più contare sul particolare clima umido delle zone costiere, non riescono a perpetuare il naturale processo di rigenerazione.

Il fenomeno è 'ben visibile anche in Europa: in Italia la nebbia è in netta regressione ed è stata calcolata una riduzione del 30-35 per cento negli ultimi 20 anni in Pianura padana, catalogata, fino agli anni '90, come una delle zone più nebbiose del mondo. ''Da quell'anno in poi non sono stati più registrati i picchi massimi ed i giorni di nebbia si sono notevolmente ridotti anche se gli ultimi due anni hanno fatto registrare un ritorno a una situazione simile agli anni '60-'90'', ha riferito Giampiero Maracchi, ordinario di Climatologia all'Università di Firenze. ''Il periodo tra gli anni '60 e '90 e' stato caratterizzato da valori medi di nebbia molto elevati - ha spiegato Maracchi - mentre poi la media '80-'99 è caratterizzata già da una fase di cambiamento della circolazione atmosferica e del clima''.

I ricercatori statunitensi, grazie alle informazioni su visibilità', vento e temperatura concesse dagli aeroporti, hanno attribuito la causa del fenomeno alla 'notevole' diminuzione, nel corso degli anni, della differenza di temperatura tra costa e interno del Paese. Processo questo che ha implicato, secondo le analisi, un calo del 33% degli eventi nebbiosi. Un esempio del cambiamento è stato registrato tra l'università di Berkley, nella Baia di san Francisco, e la città di Ukiah a nord della California: all'inizio del XX secolo si stimava una differenza diurna di temperatura di 17 gradi Fahrenheit, mentre oggi sono solamente 11. ''I dati - ha affermato James A. Johnstone, autore dello studio - suffragano l'idea che la nebbia costiera della California del Nord è diminuita in connessione al calo del gradiente di temperatura tra costa e interno. Nonostante sia basso il rischio che le sequoie mature muoiano, questo processo può intaccare fortemente la crescita di nuovi alberi: andando a cercare altrove acqua, alti tassi di umidità e temperature più fresche - ha concluso Dawson - si avranno effetti sull'attuale gamma (?) di sequoie, delle altre piante e degli animali che vivono in questi fragili ecosistemi''.


fonte: http://tankerenemy.com

martedì 16 febbraio 2010

Jet fuel, Stadis 450, sali di bario: tossicità organica STADIS 450: un additivo tossico e cancerogeno

In questo articolo avevamo ampiamente discusso dello STADIS 450, uno speciale additivo antistatico per Jet-A1, carburante impiegato per aeromobili civili e per jet fuel JP-8 ad uso miltare. Lo Stadis 450 è, infatti, l’unico additivo adoperato anche nei carburanti dell'aeronautica militare. Sebbene gli ingredienti segreti siano molto ben protetti dal produttore, un recente studio dell’E.P.A. (Enviroment Protection Agency) rivela che questi componenti chimici sono i sali di bario e/o il calcio.

Mentre i politici, gli scienziati ed i media di regime recitano il mantra dei cosiddetti "cambiamenti climatici" causati dal traffico automobilistico, dagli impianti di riscaldamento domestico e dalle emissioni delle industrie, nessuno osa puntare il dito contro l'aviazione (civile e militare) e ancor meno verso quelle che ormai, sotto gli occhi di tutti, sono deliberate azioni di avvelenamento dei biomi ad opera di velivoli clandestini, non identificati dai radar [ qui e qui ], la maggior parte dei quali diffonde veleni a media e bassa quota, con o senza scia al seguito. Non è un caso se sono in preoccupante aumento le patologie respiratorie, i tumori e le leucemie legate alle nanoparticelle metalliche da combustione (e da dispersione aerea deliberata), ma il silenzio è totale.

Considerando che un "normale aereo" inquina almeno quanto 300 autoveicoli non catalizzati, non si comprende per quale motivo ancora molti insistono nell'affermare che il traffico aereo (anche quello apparentemente regolare) non è responsabile dell'esponenziale incremento di serie patologie tra la popolazione. Ci si trincera dietro sterili calcoli matematici, volti a determinare la percentuale di additivi per Jet Fuel che vengono emessi nell'atmosfera e che vengono considerati quindi accettabili e non tossici. Eppure la gente muore!

Ovviamente le sostanze di ricaduta hanno un effetto devastante per la vita di piante, animali ed esseri umani. I composti diffusi avvelenano i corsi d'acqua, le falde acquifere, i frutti della terra etc., ma sembra che questo dettaglio sia ininfluente per la disinformazione.

[Clicca qui per accedere al documento originale] Questo tristo disinformatore ormai a tempo pieno, in questa ennesima "lettera aperta" (sic) diffamatoria, per l'occasione inviata al nostro amico Cesare dal Pont di Radio Imago, nel vano tentativo di gettare ombre sul nostro operato, tra le altre baggianate, scrive:

"[...] Tralascio poi le ridicole affermazioni sull'uso di un additivo antistatico nel carburante, lo Stadis 450, per spargere bario nel cielo e deviare le perturbazioni, far sparire o comparire nuvole nebbia e quant'altro. Tale additivo, presente al massimo 3 parti per milione per ogni kg di cherosene, contiene al massimo il 30% di un sale che potrebbe essere composto al massimo del 13% di bario metallico".

Peccato che dalle analisi delle acque "potabili", eseguite in tutto il mondo, elementi igroscopici ed elettroconduttivi come il bario siano una costante, soprattutto nelle aree in prossimità degli aeroporti e nelle zone ove l'attività aerea, regolare e no, è intensa. Ciò porta alla conclusione che questi rigorosi calcoli percentuali siano quanto meno da rivedere, esimio Turvani. In realtà, sono fumo negli occhi, poiché si deve considerare l'accumulo nel tempo di queste sostanze e non l'apporto di un singolo aereo, per quanto solo due minuti al decollo di un Boeing 747 corrispondano a 2,4 milioni di decespugliatori in funzione contemporaneamente.

Considerato inoltre che l'additivo Stadis 450, per codesto signore, è un toccasana, vediamo che cosa recita il safety data sheet riguardante questo particolare composto antistatico:

"Product name: Stadis (R) 450

Use of the substance/preparation: Fuel additive. Anti-static agents

Product code: 10101

Composition/information on ingredients:

toluene
solvent naphtha (petroleum), heavy aromatic.
naphthalenesulfonic acid, dinonyl-
propan-2-ol
naphthalene
1,2,4-trimethylbenzene

Hazards identification:

The preparation is classified as dangerous according to Directive 1999/45/EC and its amendments.

These products are carbon oxides (CO, CO2), nitrogen oxides (NO, NO2 etc.), sulphur oxides (SO2, SO3 etc.)".

Interessante... i composti di scarico producono, tra gli altri, biossido di zolfo e triossido di zolfo. Il giorno 2 febbraio 2010, mattinata di pesante attività aerea su Sanremo, i valori di biossido di zolfo erano balzati da 20,5 microg/m3 delle 11:00 a 556,6 microg/m3 delle 13:00. Sarà un caso...

Il biossido di zolfo, o anidride solforosa (SO2), è un gas dall’odore pungente, la cui presenza in atmosfera deriva dalla combustione di prodotti organici di origine fossile contenenti zolfo. L’esposizione a SO2 - che peraltro è un inquinante caratterizzato da una soglia di percezione molto bassa - provoca nell’uomo irritazione e lesione al tratto superiore dell’apparato respiratorio ed aumenta la predisposizione ad episodi infettivi acuti e cronici (tracheiti, bronchiti etc.). I danni alla vegetazione (maculatura fogliare ed arresto della crescita) ed ai materiali (corrosione) sono dovuti essenzialmente alla partecipazione di questo inquinante nella formazione delle cosiddette “piogge acide”.

Proseguiamo con la lettura del safety data sheet...

"Health Hazards - Acute and Chronic

ACUTE: MODERATE TO SEVERE IRRITATION OF SKIN, EYES AND RESPIRATORY TRACT; HEADACHE, NAUSEA, VOMITING.

Symptoms of Overexposure

SIMILAR TO TOLUENE. EYE: IRRIT. SKIN: IRRIT., POSSIBLE DERMATITIS. INHALED: ANESTHESIA, HEADACHE, NAUSEA. INGESTED: G/I IRRITATION, NAUSEA, VOMITING.

Irritating to eyes. Vapours may cause drowsiness and dizziness. Toxic to aquatic organisms, may cause long-term adverse effects in the aquatic environment. Harmful: may cause lung damage if swallowed. Repeated exposure may cause skin dryness or cracking. Harmful if swallowed. Limited evidence of a carcinogenic effect. Very toxic to aquatic organisms, may cause long-term adverse effects in the aquatic environment. Not classified. Irritating to eyes and skin. Irritating to skin. Harmful: danger of serious damage to health by prolonged exposure through inhalation. Possible risk of harmto the unborn child. [1]

Target organs:

Contains material which causes damage to the following organs: kidneys, liver, upper respiratory tract, skin, central nervous system (CNS), eye, lens or cornea".

Sarà fortuita la preoccupante casistica che vede passeggeri, personale di bordo e gli stessi piloti che manifestano sintomi di avvelenamento dovuti a sostanze neurotossiche?

Analisi di particolato atmosferico presso il sito Wytham Woods vicino ad Oxford, mostrano letture elevate per la maggior parte dei veleni associati alle chemtrails, ovviamente compresi e non limitati ai sali di bario. E' lo stesso bario che troviamo in zone non antropizzate e non industrializzate del Canada, in Australia, Svizzera, Italia, Germania, Argentina... OVUNQUE vi sia registrato traffico aereo, regolare o meno. Va qui, infatti, ancora ribadito che lo STADIS 450 viene adoperato normalmente sia per carburanti ad uso civile (Jet-A1) sia per carburanti ad uso militare (JP-8).



Per finire, è interessante notare come pure il personale adddetto allo stoccaggio e distribuzione dello Stadis 450, in seguito a problemi di salute, dovuti a contaminazione a causa di questo additivo, sta cominciando a cercare informazioni particolareggiate su quanto maneggia, ma spesso gli addetti si trovano di fronte ad un muro di gomma istituzionale, teso a non fornire ragguagli sulla tossicità di tale componente, un muro rappresentato anche dall'improvvisa irreperibilità di alcuni documenti sul Web.

Vuoi vedere che questi aerei non diffondono essenza di gelsomino?

What kinds of health effects may be occurring to the population in your neighborhood can be seen from a report, dated June 20, 1997 to the Georgetown Crime Prevention and Community Council by the Seattle-King County Department of Public Health. Georgetown is an area of Seattle, and surrounds the King County International Airport (Boeing Field), King County, in turn, surrounds greater Seattle. (The Georgetown Council is a sister organization to AReCO and member of US-CAW (United States Citizens Aviation Watch). When comparing hospitalization rates for Georgetown (Zip Code 98108) to those of King and North King Counties, the following, alarming statistics resulted:

a 57% higher asthma rate
a 28% higher pneumonia/influenza rate
a 26% higher respiratory disease rate
an 83% higher pregnancy complication rate
a 50% higher infant mortality rate genetic diseases are statistically higher mortality rates are 48% higher for all causes of death: 57% higher for heart disease, a 36% higher cancer death rate with pneumonia and influenza among the top five leading causes average life expectancy 70.4 years (the same as in many developing nations) compared to Seattle's of 76.0 years.

Did you ever wonder what blows out of a jet airplane? Here is what you'll find in the air around an airport:

Freon 11, Freon 12, Methyl Bromide, Dichloromethane, cis-l,2-Dichloroethylene, 1,1,1-Trichloro-ethane, Carbon Tetrachloride, Benzene, Trichloroethylene, Toluene, Tetrachloroethene, Ethylbenzene, m,p-Xylene, o-Xylene, Styrene, 1,3,5-Trimethyl-benzene, 1,2,4-Trimethylbenzene, o-Dichlorobenzene, Formaldehyde, Acetaldehyde, Acrolein, Acetone, Propinaldehyde, Crotonaldehyde, Isobutylaldehyde, Methyl Ethyl Ketone, Benzaldehyde, Veraldehyde, Hexanaldehyde, Ethyl Alcohol, Acetone, Isopropyl Alcohol, Methyl Ethyl Ketone, Butane, Isopentane, Pentane, Hexane, Butyl Alcohol, Methyl Isobutyl Ketone, n,n-Dimethyl Acetamide, Dimethyl Disulfide, m-Cresol, 4-Ethyl Toulene, n-Heptaldehyde, Octanal, 1,4-Dioxane, Methyl Phenyl Ketone, Vinyl Acetate, Heptane, Phenol, Octane, Anthracene, Dimethylnapthalene (isomers), Flouranthene, 1-methylnaphthalene, 2-methylnaphthalene, Naph-thalene, Phenanthrene, Pyrene , Benzo(a)pyrene, 1-nitropyrene, 1,8-dinitropyrene, 1,3-Butadiene, sulfites, nitrites, nitrogen oxide, nitrogen monoxide, nitrogen dioxide, nitrogen trioxide, nitric acid, sulfur oxides, sulfur dioxide, sulfuric acid, urea, ammonia, carbon monoxide, ozone, particulate matter (PM10, PM2.5).

[1] Danni alla salute: acuti e cronici

Moderata o severa irritazione della pelle, degli occhi e del tratto respiratorio, cefalea, nausea, vomito

Sintomi da sovraesposizione

Simili a quelli causati dal toluene: irritazioni della pelle e degli occhi. Se inalato, provoca cefalea, nausea, vomito; se ingerito, irritazione del tratto gastro-intestinale, nausea, vomito.

Irritante per gli occhi. I vapori possono determinare sonnolenza e stordimento. Tossici per gli organismi acquatici. Può causare danni ai polmoni, secchezza e screpolatura della pelle. Nocivi, se ingeriti. Limitata evidenza di effetti oncogeni. Possibili gli aborti.

Contengono elementi che possono cagionare danni ai seguenti organi: reni, fegato, apparato respiratorio, pelle, sistema nervoso centrale, occhi (cristallino e cornea).



Biological And Health Effects Of Exposure To Kerosene-Based Jet Fuels And Performance Additives

Authors: Glenn Ritchie; Kenneth Still; John Rossi III; Marni Bekkedal; Andrew Bobb; Darryl Arfsten
Affiliations: a Geo-Centers, Inc., Wright-Patterson Air Force Base, Ohio, USA. Naval Health Research Center Detachment-Toxicology, Wright-Patterson Air Force Base, Ohio, USA.


Abstract

Over 2 million military and civilian personnel per year (over 1 million in the United States) are occupationally exposed, respectively, to jet propulsion fuel-8 (JP-8), JP-8 +100 or JP-5, or to the civil aviation equivalents Jet A or Jet A-1. Approximately 60 billion gallons of these kerosene-based jet fuels are annually consumed worldwide (26 billion gallons in the United States), including over 5 billion gallons of JP-8 by the militaries of the United States and other NATO countries.

JP-8, for example, represents the largest single chemical exposure in the U.S. military (2.53 billion gallons in 2000), while Jet A and A-1 are among the most common sources of nonmilitary occupational chemical exposure. Although more recent figures were not available, approximately 4.06 billion gallons of kerosene per se were consumed in the United States in 1990 (IARC, 1992). These exposures may occur repeatedly to raw fuel, vapor phase, aerosol phase, or fuel combustion exhaust by dermal absorption, pulmonary inhalation, or oral ingestion routes. Additionally, the public may be repeatedly exposed to lower levels of jet fuel vapor/aerosol or to fuel combustion products through atmospheric contamination, or to raw fuel constituents by contact with contaminated groundwater or soil. Kerosene-based hydrocarbon fuels are complex mixtures of up to 260+ aliphatic and aromatic hydrocarbon compounds (C 6 -C 17+ ; possibly 2000+ isomeric forms), including varying concentrations of potential toxicants such as benzene, n-hexane, toluene, xylenes, trimethylpentane, methoxyethanol, naphthalenes (including polycyclic aromatic hydrocarbons [PAHs], and certain other C 9 -C 12 fractions (i.e., n-propylbenzene, trimethylbenzene isomers).

While hydrocarbon fuel exposures occur typically at concentrations below current permissible exposure limits (PELs) for the parent fuel or its constituent chemicals, it is unknown whether additive or synergistic interactions among hydrocarbon constituents, up to six performance additives, and other environmental exposure factors may result in unpredicted toxicity. While there is little epidemiological evidence for fuel-induced death, cancer, or other serious organic disease in fuel-exposed workers, large numbers of self-reported health complaints in this cohort appear to justify study of more subtle health consequences. A number of recently published studies reported acute or persisting biological or health effects from acute, subchronic, or chronic exposure of humans or animals to kerosene-based hydrocarbon fuels, toconstituent chemicals of these fuels, or to fuel combustion products. This review provides an in-depth summary of human, animal, and in vitro studies of biological or health effects from exposure to JP-8, JP-8 +100, JP-5, Jet A, Jet A-1, or kerosene.

fonte: http://tankerenemy.com

venerdì 12 febbraio 2010

Scie chimiche in Costa Rica

In Costa Rica si è assistito ad una massiccia irrorazione aerea prima delle elezioni e durante la giornata dedicata al voto. Le operazioni chimiche sono state anche concomitanti con l’iniziativa del governo che ha decretato l'obbligatorietà delle vaccinazioni "contro" l'influenza A. Sul blog Freeskies sono stati pubblicati a proposito di questi eventi, alcuni brevi ma significativi brani estratti da un più ampio articolo inerente alla correlazione tra scie tossiche e tornata elettorale. Alcune osservazioni vengono a taglio: anche un piccolo stato meso-americano come il Costa Rica, che, fino a qualche anno fa, poteva essere considerato un eden, è ora teatro di micidiali attacchi chimico-biologici. Le attività di aerosol clandestino si intensificano in occasione delle consultazioni elettorali, probabilmente per indurre la popolazione a recarsi alle urne, con la diffusione di sostanze psicotrope. Vengono dispersi composti velenosi di cui le prime vittime sono gli insetti ed i volatili: a causa, infatti, del loro veloce metabolismo, essi manifestano per primi i sintomi da intossicazione.

Riportiamo gli excerpta.

"Per tutta la mattina, gli aerei hanno creato una griglia di scie. Quando un amico mi ha chiamato per avvisarmi, era mezzogiorno: in cielo splendeva ancora il sole. Abbiamo realizzato un video con un telefono cellulare.[...] Dopo un po' di tempo, il cielo ha perso il suo blu: era diventato completamente rannuvolato su tutta la valle che si allunga per circa novanta kilometri.[...] L'election day è stato totalmente coperto: in prima serata, ha cominciato a piovere piano. La pioggia è caduta per tutta la notte”.

"Oggi mi sono recato in montagna e ho notato che le farfalle e gli altri insetti parevano completamente storditi e non volavano. Il governo ha emanato un decreto con il quale chiunque può essere convocato per essere vaccinato ‘contro’ l'influenza H1N1 obbligatoriamente: bisogna solo sperare (sapendo quello che è successo in Ucraina lo scorso anno) che non abbiano irrorato con gli aerei sostanze nocive come quelle che sembrano aver intossicato gli insetti ed i volatili".

Leggi qui l'articolo pubblicato su Freeskies.

fonte: http://tankerenemy.com

domenica 7 febbraio 2010

Basilicata: bario e boro nelle dighe lucane

Pubblichiamo una dichiarazione di Maurizio Bolognetti, della Direzione nazionale dei Radicali italiani e segretario dei Radicali lucani, concernente l’inquinamento delle acque raccolte negli invasi della Basilicata. L’autore della dichiarazione si chiede quale sia il motivo dell’enorme presenza di bario nei campioni esaminati: la causa non è da ricercare solo nelle attività industriali, quanto piuttosto nelle irrorazioni aeree. E’ arcinoto che le scie chimiche, tra i vari veleni, contengono bario: le conseguenze sulla salute umana sono spaventose.


Allegria! In questa nostra martoriata terra, eletta a discarica di rifiuti di varia natura, saccheggiata ed inquinata, non ci facciamo mancare proprio niente. Dopo l’incidente verificatosi presso il centro oli di Viggiano (PZ), emerge un preoccupante inquinamento delle acque potabili erogate da alcune delle principali dighe lucane. Succede che, nel novembre del 2009, analisi chimiche, eseguite dall’Ufficio risorse idriche, fanno emergere un'allarmante contaminazione delle acque contenute negli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno (la più grande diga in terra battuta d’Europa). Trattasi, gioverà ripeterlo, di acque destinate ad uso potabile ed irriguo. Le analisi in oggetto, inutile dirlo, non sono state né pubblicate né rese note alla popolazione. Dalle analisi emerge una contaminazione da sostanze chimiche tossiche ed un’abnorme presenza di coliformi fecali. Tradotto: stiamo parlando di inquinamento di origine biologica e di inquinamento chimico di origine industriale.

Camastra, Pertusillo, Montecotugno, presa A.I.P. di Savoia di Lucania: analizziamo punto per punto le analisi compiute dall’A.R.P.A.B. nel mese di novembre 2009. L’invaso della Camastra, completato nel 1970, serve la città di Potenza . [...] Per le acque della Camastra emerge un inquinamento da Bario, Boro ed un superamento dei limiti consentiti dalla legge in riferimento ai cloruri. A cosa sia dovuta la presenza di bario in quantità superiori ai limiti stabiliti dalla legge, non sappiamo. Sta di fatto che i composti del bario sono usati dalle industrie di gas e petrolio per produrre fango perforante e che il bario può avere effetti tossici sulla salute umana. Piccole quantità di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni.

Anche il boro può essere nocivo per la salute umana. Il boro può nuocere a stomaco, fegato, reni e cervello. Non meno preoccupante, per quanto ci riguarda, è la presenza, oltre i limiti consentiti, di cloruri.[...]

Per ciò che concerne Montecotugno, le analisi mostrano un inquinamento da bario ed una presenza di coliformi fecali cinque volte superiore ai limiti di legge. Anche le acque della diga del Pertusillo, completata nel 1963, risultano contaminate dalla presenza di bario. [...]

Il quadro che emerge dalle analisi, di cui siamo fortunosamente venuti in possesso, è a dir poco preoccupante e pone interrogativi che ci auguriamo possano presto trovare adeguate risposte. Intanto bisogna chiedere alle autorità competenti che cosa sia stato fatto per ovviare ai problemi riscontrati, al fine di tutelare la salute dei cittadini lucani e pugliesi. Nel contempo, alla luce dei dati illustrati, riteniamo opportuno che la Regione Basilicata e le autorità competenti aprano un’inchiesta per comprendere le ragioni che hanno determinato un inquinamento dei tre principali invasi lucani. Infine, ma non ultimo, chiediamo che al più presto la Regione provveda a garantire analisi ad ampio spettro e un’adeguata depurazione delle acque. Una volta di più chiediamo alla Regione ed all’A.R.P.A.B. di garantire la possibilità di un controllo diffuso per opera dei cittadini per garantire il diritto a conoscere.

Ascolta su cieliliberi l’intervista.

Fonte: Ilsole24h

fonte: http://tankerenemy.com

venerdì 22 gennaio 2010

Il "buco" norvegese getta l'emisfero boreale nel caos

Abbiamo compendiato i contenuti di un articolo intitolato "Il 'buco' norvegese getta l'emisfero boreale nel caos". Secondo l'autore del testo, il vortice creato nei cieli della Norvegia, per mezzo di armi elettromagnetiche, sarebbe la causa principale degli sconvolgimenti climatici e meteorologici che hanno colpito numerosi paesi situati nell'emisfero settentrionale, inclusi quelli a basse latitudini come l'India, la Corea del Sud e la Florida. Difficile stabilire se veramente la spirale di Tromso sia all'origine dei fenomeni estremi che si sono succeduti in queste ultime settimane, ma è indiscutibile che i costanti ed invasivi interventi nella biosfera hanno determinato anomalie di vario tipo: alcuni anni or sono gli scienziati tedeschi Bludorf e Frosar attribuirono le rovinose alluvioni dell'Europa centrale del 1996 allo spostamento della corrente a getto, uno spostamento collegabile a H.A.A.R.P. [1]

Sembra quindi che stiamo assistendo ad un effetto domino: i militari stanno perdendo il controllo della situazione, dopo aver creduto di poter giocare con la natura, riuscendo a dominare ogni aspetto. Evidentemente così non è e si deve anche paventare che ulteriori azioni sui fragili equilibri del pianeta possano cagionare una deviazione della Corrente del Golfo. Le ripercussioni sull'economia e sui già minati ecosistemi sarebbero catastrofiche.

"Scienziati russi e di altri paesi hanno ipotizzato che la spirale norvegese dello scorso mese non solo sia stato il risultato di un esperimento condotto con H.A.A.R.P., ma che tale operazione abbia determinato pure una "catastrofica perforazione" dell'esosfera che è lo strato più esterno dell'atmosfera. Stando ad Anthony Nunan, sarebbe occorsa una massiccia inversione termica, causa di un inverno caotico e rigidissimo, seguito da ingenti danni alle coltivazioni. Negli Stati Uniti i raccolti di fragole, arance, ortaggi sono stati distrutti dalle gelate. Gli Stati Uniti meridionali hanno conosciuto l'inverno più freddo degli ultimi venticinque anni. Nel Regno Unito tempeste di neve, le più violente dell'ultimo cinquantennio, hanno sferzato vaste aree. L'intera Unione europea è stata interessata da un'inversione termica con temperature in caduta libera e nevicate. L'isola di Sakhalin è stata investita da una disastrosa tormenta di neve seguita da valanghe.

Lo stato più colpito da eventi meteorologici estremi è stato la Cina: qui si sono scatenate le più forti tempeste di neve degli ultimi sessant'anni e l'esercito è intervenuto per salvare 1400 persone intrappolate in un treno sommerso dalla neve. Fenomeni analoghi si sono registrati in Corea del Sud ed in Giappone. In Canada disastrose mareggiate hanno flagellato le province costiere. Le conseguenze a lungo termine delle manipolazioni con H.A.A.R.P. si sommano alla migrazione del polo magnetico (40 miglia in un anno) ed agli effetti provocati da un misterioso corpo celeste denominato dalla N.A.S.A. G1. 9".


[1] Le correnti a getto o jet streams sono flussi ad altissima velocità (circa 20-30 metri al secondo) che si generano tra stratosfera e troposfera, con direzione da ovest ad est, ad altitudini comprese tra 6 e 15 kilometri. La presenza di notevoli variazioni di temperatura in relazione alla latitudine determina forti correnti lungo i paralleli. Tra le jet streams, occorre citare quella subtropicale: essa varia in rapporto alla stagione per quanto concerne sia la posizione sia l’intensità, mentre la quota resta pressoché immutata, intorno ai 12 kilometri. Un’altra corrente a getto è quella associata al fronte polare: tale flusso può cambiare sia la sua posizione sia la direzione. A questo getto sono correlate le perturbazioni che interessano le medie latitudini.

fonte: http://tankerenemy.com

mercoledì 20 gennaio 2010

Ferro ed alluminio nell’acqua piovana: sotto accusa le scie chimiche

Nelle scorse settimane, sono stati pubblicati alcuni articoli circa l’eccessiva presenza di ferro ed alluminio nelle acque piovane analizzate nella città di Orvieto. Il sindaco della città umbra ha pure vietato il consumo dell’acqua “potabile”: è stato avventatamente scritto che l’abnorme presenza dei due metalli nell’acqua è da addebitare alle piogge copiose cadute un po’ in tutta Italia. E’ palese che si tratta di una pietosa bugia, poiché l’acqua delle precipitazioni era considerata sino a qualche anno fa assimilabile a quella distillata. Il ferro e l’alluminio sono tra gli ingredienti peculiari delle scie chimiche, dunque che siano stati rilevati in dosi massicce nelle idrometeore non sorprende affatto. Patetica è la decisione di supplire alle necessità alimentari con le forniture idriche di serbatoi ad hoc: come se il prezioso liquido - provenga dalle falde freatiche o dalle sorgenti o dalle piogge - non sia ormai contaminato a causa delle quotidiane ed intense operazioni chimiche. Se fossero compiute analisi delle acque anche in altre regioni, senza dubbio si rileverebbero valori esorbitanti di vari metalli nocivi alla salute, in primis, oltre a quelli succitati, il bario ed il litio che già figurano sulle etichette delle minerali, nell’ambito del residuo fisso.

Riportiamo due articoli (il primo è tratto dal sito "terninrete", il secondo da "orvietosi") con cui è possibile ripercorrere le tragicomiche vicende (molto più tragiche che comiche), con la sequela di ordinanze e la grottesca conclusione, secondo la quale le piogge sono la causa della polluzione. Quando pioveva un tempo, si registravano forse tali anomalie? Ricordiamoci che oggigiorno i veleni che inquinano la biosfera provengono per lo più dall’alto… dagli aerei.

- Eccessiva presenza di alluminio e ferro nella falda idrica. Sotto accusa (sic) le piogge abbondanti di questo periodo.

L'uso dell'acqua potabile è stato vietato per scopi alimentari nella zona di Orvieto. Lo impone un'ordinanza cautelativa firmata oggi dal Sindaco della città del Duomo in seguito al riscontro del superamento dei limiti relativi alla presenza di alluminio e ferro nella falda idrica causato – secondo quanto spiega il Comune di Orvieto - dalle intense e continue precipitazioni atmosferiche di questo periodo.

[Clicca per ingrandire l'immagine] Il provvedimento, già in vigore, interessa i cittadini residenti nel centro storico di Orvieto, ma anche quelli di Ciconia, Orvieto Scalo, Sferracavallo, Bardano e delle frazioni di Sugano e Canonica.

L'amministrazione municipale orvietana ha comunque predisposto dei serbatoi per la distribuzione di acqua ad uso alimentare: queste cisterne si trovano ad Orvieto presso il corpo di guardia dell'ex caserma Piave ed in piazza San Giovenale. [...]

- Emergenza acqua: i valori di ferro e alluminio stanno tornando alla normalità, ma per metà settimana sono attese nuove piogge: oggi i dati ufficiali. È il comune di Orvieto ad informare circa l’andamento dell’emergenza idrica che è cominciata sabato scorso sulla Rupe (ma anche nel Comune di Porano) per le piogge insistenti che avrebbero determinato un inquinamento delle falde. Dalla seconda riunione del tavolo tecnico-scientifico svoltasi a Terni “emergerebbero i primi riscontri confortanti rispetto al monitoraggio dell’acqua che in questo fine settimana è stato eseguito dalle strutture preposte” rende noto il Comune che aggiunge: “Dopo gli ultimi prelievi, i parametri di alluminio e ferro starebbero rientrando entro la norma, tuttavia i dati definitivi dell’A.R.P.A. regionale (unico soggetto titolato ad emanare nuovi provvedimenti) sono attesi per mercoledì e potrebbero far rientrare l’attuale emergenza che sarà decretata solo con una nuova ordinanza sindacale di deroga”.

Nel frattempo, resta lo stato d’emergenza anche in previsione delle nuove precipitazioni annunciate dai bollettini meteo per le prossime ore. L’approvvigionamento per le circa ventimila persone coinvolte dall’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua del rubinetto di casa per usi alimentari avviene tramite i ventitrè serbatoi mobili dislocati sul territorio tra Orvieto e Porano. Proprio per facilitare il libero attingimento dell’acqua potabile, ieri è stata promulgata anche un’apposita ordinanza che vieta in maniera permanente, ventiquattro ore su ventiquattro, la sosta e la fermata dei veicoli davanti o in prossimità dei serbatoi mobili e che prevede l’obbligo di rimozione.

fonte: http://tankerenemy.com

sabato 16 gennaio 2010

Il vaso di Pandora

Pubblichiamo un estratto da un articolo elaborato dal Professor Alessio Di Benedetto, il maggiore esperto di H.A.A.R.P. in Italia. Come è noto, alcuni ricercatori hanno attribuito a H.A.A.R.P., quindi ad emissioni elettromagnetiche artificiali, il sisma che ha colpito il 12 gennaio scorso lo stato di Haiti e soprattutto la popolosa capitale Port Au Prince. E' ancora prematuro addivenire ad una conclusione, ma vari indizi raccolti dagli scienziati indipendenti e la conoscenza del potere distruttivo che connota H.A.A.R.P. inducono ad ipotizzare che il disastroso terremoto sia stato scatenato con micidiali armi tettoniche. Il Professor Di Benedetto pare propendere per l'artificialità del fenomeno tellurico. E' anche possibile che i sismi di questi ultimi anni siano stati provocati da una sinergia tra situazioni naturali (presenza di fratture, slittamenti tettonici, fenomeni di subsidenza...) e sollecitazioni esterne (armi tettoniche) che hanno determinato il cedimento delle faglie con le tragiche conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

La scienziata indipendente, esperta in Fisica delle alte energie, Elisabeth Rauscher, avverte che si stanno artificialmente irradiando “energie spaventose all’interno di una configurazione molecolare estremamente delicata” qual è la ionosfera, una sorta di bolla di sapone che si muove a mulinello intorno alla superficie terrestre. Un foro sufficientemente grande potrebbe farla scoppiare. La Dottoressa Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari statunitensi si stanno occupando dei sistemi meteorologici come potenziale arma. Le metodologie comprendono l’aumento delle tempeste e la deviazione delle correnti di vapore dell’atmosfera terrestre allo scopo di causare siccità o inondazioni mirate…”

Anche il fisico Daniel Winter (Waynesville, North Carolina) puntualizza che le emissioni ad alta frequenza potrebbero unirsi con le pulsazioni ad onde lunghe presenti nella griglia terrestre (la magnetosfera n.d.r.) e causare effetti non previsti e collaterali alla “danza della vita nella biosfera”. Le emissioni in Gigawatt (miliardi di W) del Centro H.A.A.R.P. incideranno un lungo taglio sulla ionosfera come un coltello a microonde. H.A.A.R.P. potrebbe far vibrare ogni corda armonica di Gaia con frequenze discordanti. Questi rumorosi impulsi scombussoleranno le linee di flusso geomagnetico, distruggendo le bioinformazioni che mettono in risonanza le corde della vita, predisponendo ogni cosa alla malattia ed alla morte. Due dei maggiori oppositori al sistema globale di distruzione di massa H.A.A.R.P., gli scienziati indipendenti Begich e Manning, autori del libro Angels don’t play this H.A.A.R.P. Advances in Tesla Technologies, avvertono che addizionare energia al substrato ambientale potrebbe avere effetti molto vasti, indefinibili ed incontrollabili. [...]

Essi affermano, senza mezzi termini, che il genere umano ha già aggiunto sostanziali quantità di energia elettromagnetica nel suo ambiente, senza aver la benché minima idea di che cosa potrebbe essere la massa critica o il punto del non ritorno. Stiamo per imbarcarci in un altro assurdo esperimento sull’energia che sguinzaglierà un nuovo e terrificante assortimento di demoni dal vaso di Pandora.

[Clicca per ingrandire l'immagine] Già il consigliere della sicurezza nazionale del presidente Carter, Brzezinski, metteva sull’avviso che una società, dominata da un gruppo elitario (Brzezinski appartiene alla stessa élite, n.d.r.) e non ostacolato dalle restrizioni tradizionali dei valori liberali, non esiterebbe ad usare le tecniche più moderne per influenzare il comportamento pubblico e tenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo. È del resto un fatto ormai assodato che la U. S. Air Force punti sui sistemi elettromagnetici (E.M.) e sulle armi vibrazionali per produrre scompiglio psicologico, distorsione percettiva o disorientamento, per annullare da una parte le capacità di combattimento del nemico e dall’altra accrescere le potenzialità paranormali di altri. Come conferma il geofisico Gordon Macdonald, bombardamenti elettronici prodotti artificialmente produrrebbero pannelli o vortici magnetici in determinate zone terrestri che potrebbero danneggiare seriamente le funzioni cerebrali d’intere popolazioni. Tra le ripercussioni fisiche ricordiamo le seguenti: dolori articolari, mal di testa, vertigini, bruciore agli occhi, nausea, affaticamento, difficoltà respiratorie, allergie, asma, disordini circolatori e cardiaci (infarti che aumentano di circa il 50%), caduta della capacità reattiva, embolie polmonari e trombosi... A livello psicologico, le onde H.A.A.R.P. provocano squilibrio emozionale, irritazione, avversione alla vita, al lavoro ed alla scuola, insicurezza, ansia e depressione (specialmente tra i 40-50 anni), tendenza al suicidio (aumentata del 20% negli ultimi tempi, un milione di morti all’anno specialmente tra i giovani), tossicodipendenza ed omicidi.



H.A.A.R.P. ha la capacità, lavorando in collaborazione con lo Spacelab, di produrre energie elevatissime, paragonabili alla bomba atomica e può provocare distruzioni epocali e di massa in qualsiasi parte della Terra. Naturalmente il programma può modificare l’ambiente vibrazionale naturale e scatenare inondazioni, uragani e terremoti di qualsiasi entità. Eppure esso sarà “venduto e spacciato” al pubblico come un’arma di difesa, ossia lo “Scudo stellare” o addirittura di studio sull’Aurora Boreale (Alice nel paese delle meraviglie)! La stampa straniera e gli stati occidentali hanno comunque denunciato che il piano antimissile e di laser orbitali “Joint Vision 2020” è estremamente pericoloso: il suo fine è il dominio degli U.S.A. su tutto il mondo.

Qui il sito del Professor Alessio Di Benedetto.

fonte: http://tankerenemy.com

domenica 3 gennaio 2010

Neve artificiale

Articolo tratto dal blog amico http://www.tankerenemy.com

Nel periodo pre-natalizio sono cadute copiose nevicate in molte regioni italiane. Le temperature sono state molto rigide anche in pianura così che la neve ha ammantato non solo le dorsali montuose, ma anche le colline e le aree urbane, causando problemi alla circolazione automobilistica (su strade ed autostrade) e ferroviaria. Anche il traffico aereo ha subìto notevoli ritardi e cancellazioni di voli. A causa del ghiaccio che si forma sulle ali, molti aerei non sono decollati, poiché le scorte dello speciale prodotto utile per sciogliere il ghiaccio, stando alle fonti ufficiali, si sono presto esaurite. Nel frattempo, però, i velivoli chimici hanno continuato ad incrociare sopra le nuvole quasi certamente per indurre le abbondanti precipitazioni piovose e nevose.

A proposito della neve, molti testimoni hanno osservato che aveva una consistenza del tutto particolare: più che farinosa, era come sgranata; era poi pressoché impossibile appallottolarla. E' plausibile che si sia trattato di neve artificiale: già due anni or sono, quando nel Midwest degli Stati Uniti, cadde la neve, risultò che nei fiocchi erano inclusi acari ed insetti, molti dei quali sembravano essere il risultato dimanipolazioni biotecnologiche. Alcuni di questi organismi sono in grado di sopravvivere per settimane in assenza di ossigeno.

E' stato altresì accertato che sia la neve programmata, sparata con cannoni ad hocsulle piste degli impianti sciistici, sia la neve all'apparenza naturale, contengono il batterioPseudomonas Syringae, usato per innalzare il punto di congelamento. E' stato rintracciato anche il batterioPseudomonas aeruginosa, causa della polmonite. La prova incontrovertibile che dimostra l'artificialità del fenomeno risiede neifilamenti di polimeri che sono stati scorti e fotografati nei giorni scorsi: le fibre si sono impigliate ai rami degli alberi, appiccicate ai pali dei cartelli stradali, alle ringhiere dei terrazzi... Non crediamo a quegliimbonitori che spacciano questi filamenti polimerici per tele di fantomatici ragni migratori.

Ora, si deve concludere che la morsa di gelo che ha attanagliato molti stati europei è stata una manifestazione meteorologica naturale, ma non si possono escludere pesanti interventi per incrementare rovinose piogge e nevicate che sono state, in alcuni casi, il pretesto per mandare i soldati nelle città con il fine di liberare le strade principali dalla neve ivi ammassatasi. La militarizzazione strisciante del territorio si è così associata alle solite operazioni chimico-biologiche, intensificatesi in un periodo dell'anno tanto delicato, perché concomitante con gli spostamenti del periodo natalizio.

Ringraziamo l'amico S.O. per la documentazione fotografica.